Quintiliani: «Delibera grottesca Vogliono evitare il confronto»

15 Novembre 2017

TERAMO. «Grottesca». Il capogruppo di "Futuro in" Giambattista Quintiliani non usa giri di parole per definire la delibera di giunta di revoca del bilancio di previsione. «Il documento contabile era...

TERAMO. «Grottesca». Il capogruppo di "Futuro in" Giambattista Quintiliani non usa giri di parole per definire la delibera di giunta di revoca del bilancio di previsione. «Il documento contabile era stato approvato con il parere favorevole dei revisori e della dirigente del settore finanze», spiega, «e per due volte è stato portato all'ordine del giorno di due consigli consecutivi andati a vuoto perché mancava la maggioranza». Quintiliani parla da oppositore, in dichiarato contrasto con il sindaco Maurizio Brucchi, paragonandolo «al re rimasto nudo che si copre con una foglia di fico sempre più piccola», e all'amministrazione di cui il suo gruppo fino a poco tempo fa è stato azionista di riferimento. “Futuro in” contesta le motivazioni che accompagnano la revoca. «Quale utilità concreta possono avere emendamenti a un bilancio per il 2017 che è già un consuntivo più che un preventivo?», domanda il capogruppo dei gattiani, «approvando il provvedimento il 28 dicembre le modifiche avranno validità solo per i tre giorni che mancheranno alla fine dell'anno?».
La sua lettura politica della revoca decisa dalla giunta è un'altra. «Si vuole fuggire dal confronto in aula», scandisce, «per paura che ancora una volta si manifesti l'assenza di una maggioranza». Il dato sulla coalizione è emerso in maniera incontrovertibile, a detta del rappresentante della lista civica, nella prima delle due sedute saltate per il varo del bilancio «quando non si è presentato nessuno di quelli a cui il sindaco è corso appresso in otto o nove mesi di trattative inutili». Quintiliani si riferisce a dissidenti ed ex alleati e motiva con una presa di coscienza sull'insostenibilità della situazione l'assenza del suo gruppo nel secondo consiglio andato a vuoto. Smentisce però che la convocazione della conferenza dei capigruppo fosse una manovra ordita da "Futuro in" per far capitolare Brucchi. «Non c'era nessuna trappola», spiega, «il presidente del consiglio voleva capire come procedere dopo le ultime due sedute, ma è venuto meno l'argomento di discussione». (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .