Rabbia in via Longo «Ci mandano in case che si allagano»

Protesta una famiglia che deve spostarsi a Fonte Regina «Dobbiamo anche comprarci il contatore dell’acqua»
TERAMO. Il trasloco da via Longo a via Fonte Regina è breve come distanza ma costellato di dubbi. A porli è Vincenzo Di Pierdomenico, figlio di un'inquilina 85enne delle palazzine popolare da abbattere e ricostruire con il progetto di housing sociale messo a punto dal Comune. L'anziana deve al più presto lasciare l'appartamento di via Longo in cui abita e che fa parte dei primi due edifici da demolire per trasferirsi in un alloggio di proprietà dell'Ater in via Fonte Regina.
La nuova destinazione, però, sarebbe tutt'altro che confortevole. «Come fanno a trasferirsi», domanda Vincenzo Di Pierdomenico, «se dalle mura degli appartamenti di via Fonte Regina esce acqua allagando i piani sottostanti?». Il cittadino chiede spiegazioni sul sollecito da parte dell'amministrazione comunale al trasferimento se la situazione dei nuovi alloggi non è chiara. «Perché gli inquilini devono comprare il contatore dell'acqua», insiste, «per poi regalarlo al Comune o all'Ater?». Altri dubbi emergerebbero dalla procedura di allaccio alle condotte del gas. Il servizio è stato attivato ma secondo Di Pierdomenico la società che gestisce la rete ha segnalato l'incompletezza della documentazione inviata dall'amministrazione.
Le risposte arriveranno dall'assessore all'urbanistica Mario Cozzi che annuncia un incontro con l'inquilina e il figlio per chiarire tutti gli aspetti. «Abbiamo già parlato con altre famiglie che devono trasferirsi da via Longo», fa notare, «e continueremo a fornire tutte le spiegazioni necessarie per fare in modo che lo spostamento sia il più indolore possibile». Per il problema strutturale segnalato da Di Pierdomenico l'assessore garantisce che sono state già avviate verifiche. «Ci sono infiltrazioni d'acqua dal tetto che interessano soprattutto le stanze all'ultimo piano», spiega Cozzi, «e probabilmente dipendono da qualche coppo che si è spostato». La questione, dunque, si potrebbe affrontare e risolvere in tempi rapidi e soprattutto senza grandi difficoltà. Non c'è modo però di evitare che gli inquilini acquistino di tasca propria il contatore dell'acqua. «Si tratta di una spesa non eccessiva», tiene a precisare l'assessore, «e comunque gli assegnatari si spostano da appartamenti non più agiibli a nuove abitazioni di classe energetica A». Il cambio, insomma, sarebbe più che vantaggioso per le famiglie. Lo sgombero delle prime due palazzine del complesso di via Longo da demolire, comunque, va completato in tempi rapidi. E' il passaggio necessario per dare il via all'intervento che porterà alla ricostruzione degli edifici residenziali.
Gennaro Della Monica
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