Ragazzo buttato nel cassonetto, Bruzzone: «La disabilità più grande è non avere un’anima»

L’analisi della criminologa: «C’è una giungla emotiva, una società che crea mostri perché antepone affermazione personale, denaro e potere a tutto il resto»
SILVI. Aberrante, orribile, folle. Lo specchio di una società malata, priva di valori. Dove, ancora una volta, a rubare la scena del male sono giovanissimi. A commentare il diario dell’orrore arrivato da Silvi è la criminologa e psicologa Roberta Bruzzone, opinionista e volto noto della tv italiana: «La disabilità più grande, oggi, è non avere un’anima». In poche parole, Bruzzone delinea la cornice dell’accaduto. Il potere esercitato nei confronti dei più fragili e la debolezza di «una generazione vuota», dietro l’ennesimo episodio di violenza.
L’INTERVISTA COMPLETA SUL CENTRO IN EDICOLA

