Rapina a Oro Cash, arrestata una coppia

5 Maggio 2015

Roseto: due giovani accusati di aver malmenato la commessa per rubare gioielli e contanti, trovata parte della refurtiva

ROSETO. A distanza di quasi un mese dal colpo conservavano ancora, almeno secondo la versione dei carabinieri, parte della refurtiva e il vassoio d’argento che avevano chiesto di vendere. Francesco Hoxha, 23 anni, nato a Gubbio ma residente a Roseto, e Francesca Di Berardino, 19 anni, di Roseto, sono stati arrestati con l’accusa di rapina aggravata: secondo l’accusa i due il 13 aprile avrebbero rapinato il compro Oro “Oro Cash” di Roseto spintonando la commessa (da qui il reato di rapina impropria) e portando via tutti gli oggetti d’oro che erano presenti all’interno della cassaforte per un valore complessivo di circa 20mila euro. Inoltre portarono via anche la somma di 1000 euro al momento presente in cassa.

Al termine delle indagini, portate avanti dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile diretti dal maresciallo Paolo Gentile della compagnia di Giulianova guidata dal capitano Domenico Calore, sono scattate le richieste di arresto. A firmarle il pm Luca Sciarretta, a concederle il gip Domenico Canosa. E nella notte tra sabato e domenica le ordinanze sono state eseguite: l’uomo è finito in carcere, mentre la donna è agli arresti domiciliari.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri nel pomeriggio del 13 aprile i due si presentarono nel negozio al numero civico 399 di via Nazionale. La giovane coppia entrò nel locale eludendo i sistemi di sicurezza con lo stratagemma di un vassoio d’argento. I due, infatti, esibirono il vassoio alla commessa dicendo di volersene disfare. Una volta vicini al bancone, però, fecero cadere a terra la commessa colpendola con una spallata e in poco tempo riuscirono ad impossessarsi di tutti gli oggetti in oro presenti in cassaforte ed esposti nelle vetrine, oltre che al contante custodito in cassa. Una volta messo insieme il bottino i due si allontanarono a piedi, facendo perdere le proprie tracce.

Le indagini scattarono immediatamente e in poco tempo i militari sono riusciti ad acquisire tutti gli elementi che la procura ha ritenuto validi per formulare le richieste di ordinanza. In particolare, oltre alla testimonianza della commessa, sono state acquisite le immagini registrate da alcune telecamere della zona. E non solo. Nel mettere insieme gli indizi di particolare rilevanza sono state acquisite anche le testimonianze di alcune persone che in quel momento si trovavano fuori dal locale e che hanno assistito alla fuga dei due. Nel corso della perquisizione fatta dai carabinieri al momento dell’arresto, i militari hanno ritrovato parte della refurtiva, in particolare alcuni monili, e il vassoio d’argento usato per mostrare alla commessa. Nei prossimi giorni i due compariranno davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia.(d.p.)

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