Rapina e botte alla gioielliera, arrestato

A tradire un 65enne di Roma è stata un’impronta digitale. L’uomo è stato identificato quattro mesi dopo il colpo
ROSETO. Quattro mesi di indagini serrate partite dall’impronta di una mano, con successive intercettazioni ambientali e telefoniche, per dare un volto ai banditi che nell’ottobre scorso misero a segno la violenta rapina alla gioielleria “Angarano” di Roseto.
I primi risultati dell’attività investigativa della polizia (la squadra mobile di Teramo guidata da Roberta Cicchetti e il commissariato di Atri diretto da Ester Fratello) sono arrivati con l’arresto di Maurizio Montepaone, 65enne romano (già conosciuto alle forze dell’ordine) fermato su ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Marco Procaccini su richiesta del pm Davide Rosati. All’uomo, che nei prossimi giorni comparirà davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia, vengono contestate le accuse di rapina e lesioni pluriaggravate.
Il colpo venne messo a segno il 10 ottobre nella centralissima oreficeria di Roseto: un bottino di 40mila euro con la titolare, una donna di 71 anni, malmenata e colpita con un taser. Secondo la ricostruzione degli inquirenti tre uomini, due a volto scoperto e uno a volto coperto con una bandana, dopo aver atteso l’uscita di una cliente si intrufolarono nella gioielleria aggredendo alle spalle la titolare per poi stordirla con un taser. Con la donna immobilizzata a terra i tre rubarono gioielli e orologi, oltre a sfilare circa 150 euro dal portafoglio della titolare. Pochi istanti dopo la fuga su una macchina guidata da un complice. La donna, immediatamente soccorsa dopo l’allarme di alcuni commercianti della zona, venne medicata in ospedale e dimessa con una prognosi di 25 giorni. Le indagini non sono ancora concluse.
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