Rapina e botte alla gioielliera: condannata a 7 anni e mezzo

La donna imputata accusata di essere la complice di due uomini per il colpo violento del 2019 La proprietaria venne stordita con una pistola elettrica e poi presa a calci e pugni dai malviventi
TERAMO. Una rapina violenta in gioielleria, con la proprietaria di 72 anni stordita dai malviventi con una pistola elettrica e presa a calci e pugni. Quattro anni dopo il colpo nell’oreficeria “Angarano” di Roseto, c’è una terza condanna in primo grado a scrivere l’epilogo giudiziario per i tre presunti colpevoli residenti nel Lazio: due uomini (che negli anni scorsi hanno scelto riti alternativi) e una donna. Un quarto complice non è mai stato identificato.
La donna imputata, Marinella Tanoni, 60 anni, è stata condannata a 7 anni e 6 mesi dal tribunale in composizione collegiale (presidente Carlo Calvaresi, a latere Francesco Ferretti e Mariangela Mastro). In aula la Pubblica accusa era rappresentata dal pm Stefano Giovagnoni. Secondo la Procura la donna il giorno della rapina, il 10 ottobre del 2019, sarebbe entrata nella gioielleria rosetana fingendosi una cliente e con la scusa di visionare dei bracciali (ne aveva poi comprato uno del costo di 110 euro) avrebbe fatto aprire la cassaforte all’anziana preparando così l’ingresso dei complici. Secondo l’accusa avrebbe agito con il volto scoperto e con una parrucca.
«Un ruolo non subordinato e non secondario in questa vicenda», ha sottolineato con forza nel corso della requisitoria in aula il pm Giovagnoni, «il suo comportamento è decisivo per la buona riuscita del reato in quanto, entrando per prima in gioielleria, aveva la funzione di controllare il contesto prima dell’intervento dei complici. In particolare mediante il travisamento posto in essere indossando una parrucca, si è mostrata a volto scoperto e fingendosi una cliente interessata a un acquisto induceva la proprietari del negozio ad aprire la cassaforte».
La titolare venne stordita con la pistola elettrica e poi presa a calci finendo in ospedale con una prognosi di 25 giorni. Con la donna a terra i tre rubarono gioielli e orologi, per un valore di 40mila euro. Un particolare contributo alle indagini, all’epoca portate avanti dalla polizia, è stato dato dalle intercettazioni telefoniche .
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