Rapina le Poste, inseguito dai cittadini

Cologna Paese, il malvivente pescarese in fuga tallonato da giovani sugli scooter seguiti dai carabinieri che lo arrestano
ROSETO. Nei suoi progetti doveva essere un colpo di quelli facili-facili. Ma non aveva fatto i conti con l’intraprendenza di un gruppo di giovani di Cologna Paese. E così è finito in galera.
Tutto è iniziato poco dopo le 12,30 quando Diego Terrenzio, 41enne di Pescara, si è presentato a bordo di una Fiat Panda, rubata ad Atri, vicino all’ufficio postale di Cologna Paese.
L’uomo ha parcheggiato, si è avvicinato all’ufficio, si è calato sul volto un passamontagna ed è entrato. In quel momento oltre al direttore e all’impiegata c’erano alcuni clienti. Terrenzio ha puntato un coltello alla gola di una cliente di 36 anni e ha urlato al direttore di consegnargli l’incasso, altrimenti avrebbe fatto del male alla donna. Il direttore gli ha immediatamente consegnato 700 euro, il malvivente ha arraffato la somma, ha spintonato l’ostaggio che è caduto a terra ed è scappato.
Salito sulla Panda, è partito a tutto gas lungo via Cerulli e ha attraversato la piazza. In quel momento seduti sulle panchine in piazza c’era un gruppo di ragazzi che ha notato l’auto passare e poi ha sentito le grida di aiuto dei testimoni della rapina. Senza pensarci su due volte hanno inforcato gli scooter e si sono lanciati all’inseguimento della Panda bianca.
Il rapinatore si è diretto fuori dal paese, probabilmente diretto versa la Teramo-mare e l’imbocco dell’A14 a Mosciano. Ma forse per evitare un’altra auto, vicino all’incrocio con la strada che porta a Notaresco e quella che invece conduce alla Teramo-mare, è andato a sbattere contro un palo. Terrenzio allora ha abbandonato l’auto ed è scappato per le campagne. In quel punto ci sono zone piuttosto scoscese e il rapinatore è andato a finire in fondo a un fosso, in un groviglio di rovi e canne. I giovani di Cologna non hanno mai perso di vista l’uomo: dal ciglio della strada lo invitavano a uscire e a consegnarsi. Pare ci sia stato anche uno scambio di battute: Terrenzio avrebbe detto “Attenti che ho un coltello” e i giovani avrebbero risposto “E noi i bastoni”.
A dare una svolta alla situazione sono stati i carabinieri, che sono arrivati in breve tempo sul posto, sempre guidati dagli abitanti. Terrenzio è stato praticamente accerchiato da una quindicina di militari del Nor di Giulianova, della stazione di Roseto e del reparto operativo di Teramo. Nel frattempo l’elicottero della polizia di Pescara sorvolava la zona. Arrivati i carabinieri in fondo al fosso, c’è stata anche una breve colluttazione al termine della quale l’uomo è stato ammanettato. E’ stato poi riportato sul ciglio della strada grazie alla collaborazione di un cittadino del posto che ha fatto salire carabinieri e arrestato sulla sua jeep.
Terrenzio è stato poi portato nella caserma dei carabinieri di Giulianova e da qui nel tardo pomeriggio rinchiuso nel carcere di Castrogno. Per lui, che ha precedenti specifici, l’accusa è di rapina. Peraltro la donna che ha preso in ostaggio e ha fatto poi cadere è stata portata in ospedale e ha una prognosi di 20 giorni per i traumi riportati. L’auto incidentata è stata restituita al proprietario di Atri e i 700 euro alle Poste.
(ha collaborato
Federico Centola)
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