Rapina per vendetta, ventenne condannato

12 Luglio 2017

Silvi, tre anni e dieci mesi al giovane Colasante. Due donne rinviate a giudizio per le stesse accuse

SILVI. Una rapina e un’aggressione forse compiute per vendetta. Questa l’accusa che è costata una condanna a 3 anni e 10 mesi a Angelo Giangiulio Colasante, pescarese di 20 anni, e il rinvio a giudizio per due donne: Letizia Scavongelli, 42 anni di Città Sant’Angelo e Vincenza Cerretano, trentenne di Pescara. Così ha stabilito il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Teramo Giovanni de Rensis, che ha condannato Colasante al termine di un processo abbreviato, rito che comporta la riduzione di un terzo della pena. Una condanna piuttosto pesante per il ventenne pescarese, mentre le due donne hanno scelto di essere giudicate con processo ordinario che si svolgerà ad ottobre davanti al tribunale di Teramo. L’accusa è di rapina pluriaggravata ai danni di una donna di Silvi a cui, molto probabilmente per vendetta, avevano portato via la macchina dopo averla aggredita e minacciata con un coltello. I fatti, secondo i carabinieri che effettuarono le indagini sul caso, sarebbero stati originati «dal forte risentimento nonché dai modi sgarbati con cui il fidanzato della vittima avrebbe richiesto la restituzione di un piccolo prestito di denaro elargito tempo addietro alla Scavongelli». L’aggressione e la rapina sarebbero avvenute il 9 febbraio scorso nel piazzale di un supermercato di Silvi dove, sempre secondo le accuse, la vittima sarebbe stata convocata dalla Scavongelli con il pretesto di restituirle la somma di denaro. Appena giunta sul posto la donna, mentre era ancora a bordo della sua auto, sarebbe stata aggredita da Colasante con un grosso coltello puntato alla gola mentre la Scavongelli per minacciarla brandiva un grosso bastone. Poi, insieme all’altra imputata, avrebbero preso l’auto della dona e con questa avrebbero fatto ritorno a Pescara. (e.a.)
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