Rapine e spari: sono banditi pendolari

Il questore: un’anomalia, valutiamo con attenzione. L’ipotesi: gruppi criminali che vengono dal Sud, colpiscono e se ne vanno
TERAMO. Cosa succede in provincia di Teramo? L’ondata di rapine dei primi giorni di febbraio impressiona, anche e soprattutto perché in due circostanze sono stati esplosi colpi di arma da fuoco in pieno centro abitato (Martinsicuro) e su una strada trafficatissima (la Statale 80 a Giulianova). Mentre i furti ormai non fanno quasi più notizia, questi sono episodi anomali dalle nostre parti. E il questore Giovanni Febo, raggiunto telefonicamente dal Centro, concorda.
«Non sono cose che accadono normalmente», dice, «quindi le stiamo valutando con attenzione. Certamente nell’episodio di Giulianova (la rapina di venerdì al benzinaio, ndr) qualche anomalia c’è. A partire dal fatto che il rapinato portava con sé 41mila euro e che i banditi a quanto pare lo sapevano. Ma non fatemi dire di più su un’indagine che non seguo direttamente e che è appena cominciata».
In generale, ritiene che chi spara per fare una rapina possa appartenere alla criminalità locale o che venga da fuori?
«Ci sono dei gruppi criminali spregiudicati, lo diciamo da tempo, che vengono qui, agiscono e dopo il colpo se ne vanno. Gruppi migranti di rapinatori, soprattutto provenienti da Puglia e Campania. Quella di Teramo è una provincia ricca, che fa gola a personaggi del genere».
Ed è una provincia che, con le migliaia di case vuote sulla costa, ben si presta a fare da nascondiglio ai criminali.
«Sì, anche quello della costa è un problema accertato. È evidente come gli appartamenti destinati ai turisti estivi ben si prestino, nel resto dell’anno, ad accogliere certa gente».
Come si fa a combattere il fenomeno?
«Controllando soprattutto i proprietari delle case, che per la maggior parte sono del posto. Su di loro, che spesso non si fanno problemi ad affittare a prostitute o a soggetti poco raccomandabili, è necessario un giro di vite. Attenzione, il fenomeno delle case vuote che accolgono delinquenti non c’è solo qui. Di sicuro qui la politica, nei decenni passati, ha fatto dei danni puntando così tanto sul cemento».
Gli organici delle forze dell’ordine in provincia come sono messi?
«Beh, il lavoro aumenta e l’organico comincia a non essere adeguato. In termini numerici e non di qualità, perché la qualità non è un problema. Ma, a parte i numeri risicati, dobbiamo fare i conti con l’invecchiamento dei nostri uomini. Sulle volanti ormai dobbiamo mandare per forza gente che sfiora i cinquant’anni e che va ammirata per quello che fa. Non è cosa da poco stare di notte sulla strada».©RIPRODUZIONE RISERVATA

