Rapino attacca: «Il Pd siamo noi»

6 Febbraio 2016

Roseto, scoppia il caso dopo la presenza della Puppato alla cena di Ciancaione

ROSETO. «Il Pd siamo noi». Per ribadirlo è arrivato ieri mattina a Roseto il segretario regionale del partito Marco Rapino, intervenuto alla conferenza stampa che si è svolta nella sede del Pd rosetano, la cui presenza istituzionale ha avuto l’obiettivo di far capire a tutti che a Roseto il popolo dem è quello che riconosce Sabatino Di Girolamo come candidato sindaco. Non altri. Chiaro il riferimento a Rosaria Ciancaione, leader della coalizione civica #amoroseto e alternativa al Pd nelle amministrative rosetane, sostenuta dalla quale è in corsa per la carica di primo cittadino di Roseto. Pomo della discordia, l’annuncio della presenza della senatrice Pd Laura Puppato all’incontro per sostenere Ciancaione previsto nella tarda serata di ieri. «Sono imbarazzato e rammaricato», ha sottolineato il segretario Rapino in merito alla presenza della Puppato a Roseto, «e con me l’intero partito abruzzese, i cui rappresentanti sono a disposizione di Roseto affinché la guida della città rientri nel solco del centrosinistra. Il Pd deve avere la forza di tornare a governare la città perché bisogna ricreare una filiera reale tra Comune, Provincia, Regione e anche il Governo centrale». Un concetto espresso con riferimento anche alla presenza a Roseto di Lorenzo Guerini, vicesegretario nazionale del Pd, per lanciare la candidatura di Sabatino Di Girolamo. Circa eventuali provvedimenti nei confronti di Ciancaione nella sua veste di componente dell’assemblea regionale Pd, Rapino ha augurato un ravvedimento spontaneo. «Spero che faccia al più presto chiarezza», ha infatti dichiarato il segretario regionale, «e contemporaneamente un passo indietro».

Il ripensamento auspicato da Rapino era naturalmente riferito al ruolo ricoperto da Cancaione all’interno dell’assemblea regionale, non certo da candidata sindaco. «Dobbiamo fare chiarezza per i militanti e per i nostri elettori», ha ribadito Simone Tacchetti, segretario del Pd rosetano, «perché l’obiettivo è di mandare a casa il sindaco Pavone pertanto le forze non vanno disperse in mille rivoli come non ci può essere chi sfrutta il nome del partito. Roseto deve tornare a essere la perla della costa teramana invertendo così una tendenza che negli ultimi cinque anni ha fatto sì che la nostra città cambiasse si, come recitava lo slogan del centrodestra, ma in peggio».

Federico Centola

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