Recchiuti: «Le fratture nella Lega hanno sfasciato il centrodestra»

L’ex candidato sindaco di una coalizione naufragata in partenza dice la sua sul mancato accordo Alle elezioni l’associazione “Il Punto” andrà da sola o sosterrà Ginoble, «l’unico che dialoga con noi»
ROSETO. «Alle elezioni andremo soli o con chi vorrà confrontarsi con noi, e fino a questo momento lo ha fatto solo Tommaso Ginoble. Comunque ci siamo». È stato chiaro il consigliere Alessandro Recchiuti durante la conferenza stampa di ieri al lido Celommi insieme ad alcuni membri dell'associazione civica “ll Punto”, di cui Recchiuti è espressione, ovvero la presidente Vanessa Quaranta e Monia Scarpone, Dante Massari, Emilio Di Febo e Andrea Sacripante.
Recchiuti, dopo settimane di silenzio, si è voluto togliere qualche sassolino dalla scarpa in seguito alla rottura con il centrodestra, che in un primo momento lo aveva individuato come candidato sindaco della coalizione. Ma i suoi diverbi con la Lega in particolare, e le accuse nei suoi confronti di “schizofrenia” e “isteria” da parte del coordinatore regionale della Lega Luigi D’Eramo, lo hanno convinto a far cessare il dialogo. «Sono profondamente deluso per questo», continua Recchiuti, «perché all’inizio c’era l’intenzione di creare una larga coalizione di centrodestra con i partiti e i tre movimenti civici, anche grazie all’impegno del coordinatore locale di Fratelli d’Italia Francesco Di Giuseppe che fino all’ultimo ha cercato di mediare. Io tra l’altro sono vicepresidente della Provincia e sono stato eletto con il centrodestra, per cui era naturale un dialogo in questa direzione. Purtroppo la conflittualità interna alla Lega ha impedito tutto ciò».
Recchiuti ha ricordato il percorso che stava portando a una sintesi nel centrodestra e i vari tavoli, dal 28 giugno 2020 fino al 15 maggio 2021, ai quali la Lega non è andata o ha mandato esponenti senza potere decisionale. «Al primo tavolo la Lega è intervenuta solo telefonicamente con Gianfranco Giuliante, poi defenestrato dal ruolo di coordinatore regionale», precisa Recchiuti, «il secondo tavolo è stato disertato da tutti partiti mentre al terzo si è presentato Emanuele Marcovecchio, consigliere regionale di Vasto, in qualità di uditore e completamente all’oscuro di Roseto. Al quarto tavolo c’era sempre Marcovecchio e infine all’ultimo del 15 maggio c’era il consigliere regionale Emiliano Di Matteo, demandato a raccogliere le indicazioni dei civici nonostante la riunione fosse stata convocata e organizzata da Giuseppe Bellachioma, all’epoca indicato come il coordinatore della campagna di Roseto».
Recchiuti infine ne ha avute anche per il sindaco di Giulianova Jwan Costantini e i consiglieri d’opposizione Enio Pavone e Angelo Marcone. «Costantini mi aveva promesso un incontro con D’Eramo ma non c’è mai stato», conclude Recchiuti, «e con Pavone e Marcone si è rotto tutto con il consiglio comunale sul Pan».
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