Recinzione abusiva rimossa dopo l’allarme su Facebook

17 Marzo 2016

GIULIANOVA. Il tam tam sui social ha avuto i suoi effetti e ieri mattina la recinzione in metallo sorta sulla spiaggia a sud del porto è stata rimossa. Lo ha fatto sapere il sindaco specificando che...

GIULIANOVA. Il tam tam sui social ha avuto i suoi effetti e ieri mattina la recinzione in metallo sorta sulla spiaggia a sud del porto è stata rimossa. Lo ha fatto sapere il sindaco specificando che il manufatto non aveva l’autorizzazione.

L’allarme era stato lanciato da Giusy Branella presidente di Unica Beach, che su quell’area vorrebbe tanto vedere nascere una spiaggia per cani. Ha scattato le foto alla recinzione e le ha postate su Fb chiedendosi a chi appartenesse e perché era stata fatta. E così ieri mattina Francesco Mastromauro ha mandato sul posto una pattuglia della polizia municipale e un referente dell’ufficio tecnico. Dal sopralluogo è venuto fuori che il recinto di 36 metri quadri, con elementi prefabbricati in metallo infissi a terra, dell'altezza di circa 2 metri, non era autorizzato e subito è partita la diffida al proprietario per l’immediata rimozione.

Le verifiche hanno posto fine alle illazioni secondo cui il recinto fosse stato posizionato dall’associazione Up and Down di Giuseppe Di Filippo, che ha subito smentito. Infatti lo steccato è sorto in continuità con la sede della scuola canottieri, ma su questo la nota del Comune non ha detto nulla: «La recinzione, che non era stata autorizzata», si è limitato a dichiarare il sindaco, «è stata rimossa subito perché quel tratto deve essere libero e pienamente fruibile. Mi auguro che nessuno in futuro tenti da fare la stessa cosa in chiara violazione delle disposizioni».

Sempre ieri in Comune si è tenuta una riunione tecnica sulla delocalizzazione della piscina per sub dell’Up and Down. «Un incontro interlocutorio», ha detto Di Filippo, «per valutare gli adattamenti del nostro progetto alle disponibilità del Comune. L’impianto che vogliamo costruire infatti deve armonizzarsi con altre strutture sportive che nasceranno nell’area oltre che alla pista ciclabile». La riunione è stata aggiornata e nel prossimo incontro si dovrà sciogliere anche il nodo economico: «Il Comune ci chiede un canone di concessione annuo troppo alto», ha aggiunto Di Filippo, «La nostra è un’associazione sportivo-ricreativa e non disponiamo di tante risorse. Se non si troverà una soluzione adeguata torneremo al vecchio progetto e realizzeremo l’impianto sull’area demaniale che ci è stata concessa dalla Regione e su cui abbiamo ottenuto l’autorizzazione a costruire dopo un iter lungo 7 anni».

Mirella Lelli

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