Recupero di edifici pubblici per il rilancio

Lo chiedono al sindaco di Teramo i rappresentanti delle associazioni di commercianti e artigiani
TERAMO. Servono urgenti misure di rilancio economico della città e per questo i rappresentanti di diverse organizzazioni del commercio e dell’artigianato hanno inviato una nota al sindaco di Teramo chiedendogli di intervenire «su obiettivi pratici, realizzabili e già finanziati». La richiesta è firmata da Osvaldo Di Teodoro(Confcommercio Teramo e consigliere comunale), Dario Sfoglia (presidente Federmoda Italia), Nino Bertoni (presidente Confesercenti Teramo), Bernardo Sofia (presidente Cna Teramo),Luciano Di Marzio, (presidente Confartigianato Teramo), Piero Chiarini (presidente associazione culturale Teramo Nostra), Giammarco Giovannelli (presidente Confcommercio Teramo), Franca Labrecciosa (CnaTeramo), Daniela Ciarrocchi (presidente consorzio Shopping in Teramo Centro), Francesca Chiara Di Timoteo (consigliera comunale di Teramo) ed elenca una serie di questioni. A cominciare dal recupero e dalla riapertura delle scuole Savini, San Giuseppe e De Jacobis per i quali ci sono giò da tre anni i fondi disponibili. «Di pari rilievo», scrivono commercianti e artigiani, «appare il recupero dello storico municipio di piazza Orsini e degli uffici amministrativi comunali di piazza Martiri della Libertà, entrambi immobili destinatari di considerevoli risorse per la messa in sicurezza sismica». Quindi si sparla degli interventi di miglioramento sismico e ripristino dell’agibilità dello storico edificio del conservatorio Braga in piazza Verdi «del quale a sua volta sono state da tempo finanziate le opere di recupero». Sulla stessa piazza c’è il mercato coperto, osservano ancora gli autori della richiesta, «le cui risorse economiche destinate alla ristrutturazione sembrerebbero almeno in parte dirottate sul pure limitrofo teatro romano che da troppi decenni attende di essere restituito alla pubblica fruibilità, per consentire un rilancio turistico dal quale non è più consentito prescindere». Infine i rappresentanti di commercianti e artigiani ritengono «cruciale segnalare anche il monumentale castello Della Monica, da decenni in fase di destinazione e sul quale si susseguono vari appalti interlocutori che ancora non ne consentono nemmeno la parziale fruibilità». Gli immobili segnalati , tutti di proprietà comunale e tutti destinatari di ingenti finanziamenti, hanno, secondo i firmatari, «l’intrinseca capacità di essere centri attrattivi di persone, di lavoro, di cultura, consentendo un ritorno in centro storico di persone, di insegnanti, di alunni, di lavoratori, di utenti, clienti e fruitori in grado di rianimare e supportare il tessuto produttivo così pesantemente ferito dagli eventi».

