Reddito di cittadinanza a 1.100 famiglie teramane

L’assessore al sociale De Sanctis: «Purtroppo è un dato destinato ad aumentare» Fatti già altri cinquanta colloqui, a gennaio partono i primi progetti di inclusione
TERAMO. Un tessuto socio-economico sempre più in difficoltà e con il numero delle famiglie che vivono in situazione di fragilità economica in continuo aumento. È quanto emerge dai dati relativi ai nuclei familiari del comune di Teramo che beneficiano del reddito di cittadinanza: sono circa 1.100 su 24.000, pari dunque ad oltre il 4 per cento delle famiglie, di cui 400 in carico ai servizi sociali del Comune e 700 in carico ai centri per l’Impiego (tramite i navigator).
Numeri che si riferiscono alle domande inoltrate prima della pandemia e che sono destinati ad aumentare, visto che in questi mesi sono continuate ad arrivare ulteriori domande. A snocciolare i dati è l'assessorato ai servizi sociali del Comune di Teramo, che annuncia come gli assistenti sociali assunti con il Pon Inclusione (il programma operativo nazionale), in questi giorni stanno procedendo alla verifica anagrafica e al successivo colloquio preliminare per valutare le difficoltà delle famiglie all’inserimento al lavoro, prendendo in esame caratteristiche quali titolo di studio, stato di salute, situazione economica e lavorativa, riferimenti familiari e sociali, condizione abitativa, anche in relazione ai servizi del Comune. Dal 19 ottobre, in particolare, sono stati effettuati circa 50 colloqui; gli altri sono ancora in corso, nel rispetto delle prescrizioni antiCovid, attraverso la modalità Whatsapp. Una volta concluso l’iter preliminare, i settori del Comune di Teramo potranno redigere i Puc (Progetto di Utilità Sociale) nei vari ambiti (cultura, sociale, arte, ambiente, formazione, tutela beni comuni) e probabilmente nel 2021, ovviamente in base all'evoluzione della pandemia, il Comune di Teramo potrà avvalersi dei percettori di reddito. «La ripresa del progetto Pon Inclusione è certamente un passaggio molto importante, soprattutto in questo momento storico di grave crisi dovuta alla pandemia», commenta l'assessore al sociale Ilaria De Sanctis che risultata positiva è operativa dalla sua abitazione dove è in isolamento, «una modalità per far sì che i tanti teramani percettori del reddito di cittadinanza possano sentirsi integrati nel mondo del lavoro e allo stesso tempo protagonisti del percorso di inclusione, che è lo scopo di tale misura». Inclusione che diventa ancora più importante alla luce di una crisi destinata ad aggravarsi. «Il tema su cui non posso non soffermarmi è il numero delle famiglie percettrici che pertanto hanno un Isee inferiore a 9360 euro in relazione alla data in cui hanno richiesto la misura, precedente alla pandemia», conclude De Sanctis, « sono, purtroppo, convinta, pur non avendo ancora un dato certo, che il numero delle famiglie con una soglia inferiore a tale importo, sarà destinato a crescere nei prossimi mesi».
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