Reddito di cittadinanza, altri 4 a processo

6 Giugno 2022

Ci sono anche una donna agli arresti domiciliari e un ristoratore: non avevano diritto all’indennità

TERAMO. Dal ristoratore teramano calla donna agli arresti domiciliari fino a due cittadini stranieri che hanno omesso di dichiarare il tempo di residenza in Italia (requisito fondamentale per l’indennità): sono questi i quattro i nuovi furbetti del reddito di cittadinanza a processo per indebita percezione di erogazioni pubbliche.
Nel Teramano la lotta ai furbetti del reddito di cittadinanza è iniziata ormai da anni, da quando la misura è stata introdotta. Tanto è vero che per molti indagati ci sono fascicoli sono già in fase dibattimentale. Tutti rischiano da due a sei anni.L’ ipotesi di reato, prevista inizialmente come truffa e poi come indebita percezione di erogazioni pubbliche, è stata meglio definita nel decreto legge del 28 gennaio 2019 coordinato con la legge di conversione del 28 marzo 2019 riguardante proprio le disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e pensioni che all’articolo 7 stabilisce: «Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, al fine di ottenere indebitamente il beneficio rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute, è punito con la reclusione da due a sei anni».
Solo nei primi due mesi dell’anno il comando provinciale della guardia di finanza ha denunciato 38 persone che avrebbero percepito l’indennità senza averne i requisiti. Le violazioni riscontrate hanno riguardato il 97 dei controlli eseguiti: tra questi, in particolare, sono emerse false dichiarazioni di cittadini stranieri che al momento della presentazione della domanda hanno dichiarato falsamente di aver il requisito della residenza in Italia da almeno dieci anni.
Tra i denunciati anche molti che hanno dichiarato di essere disoccupati e che invece lavoravano in nero, soprattutto camerieri. Numeri, che si aggiungono ai tanti del 2021, a riflettere l’immagine di un Paese in cui tutto è sempre possibile fino a quando non scatta l’inchiesta a definire l’illecito.
Nel Teramano la lotta ai furbetti del reddito di cittadinanza è iniziata ormai da anni, da quando la misura è stata introdotta.(d.p.)
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