Reddito di cittadinanza e crisi In un anno richieste raddoppiate

19 Settembre 2021

A ottobre 2020 erano 430, nel 2021 già 869. Triplicati dal 2019 i teramani che si rivolgono alle mense L’assessore al sociale: «Richieste di aiuto ogni giorno, tra i nuovi poveri imprenditori e commercianti»

TERAMO. Nell'ultimo anno la pandemia ha acuito molte condizioni di povertà, facendone esplodere di nuove. Nel Comune di Teramo, in undici mesi, sono raddoppiate le richieste di reddito di cittadinanza e le difficoltà economiche attanagliano ora anche quei piccoli imprenditori, titolari di negozi e artigiani che mai prima avevano dovuto chiedere aiuto alle istituzioni o ad enti di volontariato per sopravvivere. Alcuni numeri diffusi dal municipio: ad ottobre 2020 le richieste di accesso al reddito di cittadinanza a Teramo erano a quota 430, oggi sono arrivate a 869. Dal 2019 ad oggi sono triplicati i teramani che si rivolgono alle mense per bisognosi.
Un'emergenza, questa, raccontata dai dati e confermata dall'assessore alle politiche sociali del Comune Ilaria De Sanctis.
«Durante il periodo che va da ottobre 2020 a oggi i richiedenti del reddito di cittadinanza sono cresciuti vertiginosamente: dai 430 agli 869», dice l’assessore, «i servizi sociali del Comune gestiscono i casi di reddito di cittadinanza di quella fascia di popolazione che non lavora da oltre due anni; tutti gli altri casi sono in capo ai centri per l’impiego. Complessivamente oggi contiamo 2.185 richieste su 53.500 abitanti. In altri termini, sul nostro comune abbiamo 2.185 famiglie che ne hanno fatto richiesta. Con la pandemia molte famiglie, mai passate per le associazioni o per il Comune, hanno chiesto inizialmente i buoni spesa ed oggi hanno fatto richiesta di reddito di cittadinanza o di emergenza».
Continua De Sanctis sui percorsi pianificati dal Comune per favorire il reinserimento sociale e lavorativo dei percettori del reddito: «Parallelamente alla gestione dei casi, che consiste nel fare i colloqui e conoscere le attitudini del richiedente e dei componenti della famiglia, abbiamo confezionato diversi Puc (progetti utili alla collettività), sia all’interno dell’ente sia in convenzione con altre realtà. I primi riguardano la cura del verde cittadino, il canile e uno relativo al supporto nella realizzazione degli spazi per eventi; in convenzione col tribunale, e ci sono delle interlocuzione con la biblioteca Delfico e l’Unione Italiana ciechi e ipovedenti».
Poi su quei Puc che sono stati attivati in ritardo: «È stata diretta conseguenza della pandemia: diverse circolari del ministero rimettevano in capo all’ente la discrezionalità di attivarli solo se in sicurezza. Ad aprile, sempre con circolare, sono stati sospesi per due mesi».
De Sanctis ancora sul reddito di cittadinanza: «A mio avviso è uno strumento utile. È chiaro che il beneficiario dovrebbe essere messo al centro di un percorso lavorativo. E questo discorso va oltre l’attivazione dei Puc. Occorrerebbe una discussione più serrata tra Stato, parti sociali, mondo dell’imprenditoria e terzo settore per procedere a delle riforme del lavoro che abbiano al centro la persona».
L’assessore alle politiche sociali conclude quindi sulle povertà esistenti oggi nella città di Teramo: «Del disagio economico stanno rimanendo vittime segmenti di società insospettabili. Non dobbiamo certo fermarci al dato del reddito di cittadinanza, perché moltissime persone che potrebbero richiederlo non lo fanno e rimangono fuori dalle statistiche. Certo è che in Comune le richieste di aiuti sono all’ordine del giorno e la frequentazione delle mense cittadine contano numeri triplicati rispetto al 2019».
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