Referendum, in provincia si va verso le tremila firme

Il segretario della Cgil Cordone: «Superate ampiamente le 2.500 su carta, le persone vengono spontaneamente ai banchetti e non sono solo di sinistra»
TERAMO. Più di 2.500 firme raccolte in meno di due settimane per dire “no” all'autonomia differenziata. Il dato riguarda la provincia di Teramo e fa riferimento alle sole firme cartacee: quelle, cioè, frutto del lavoro sul territorio dei banchetti attivati dal coordinamento costituitosi lo scorso 22 luglio con lo scopo di portare la legge, ribattezzata dai suoi oppositori “spacca Italia”, verso il referendum abrogativo. Servono 500mila firme per chiedere la consultazione popolare e il traguardo a livello nazionale è quasi raggiunto.
«La provincia di Teramo sta facendo la sua parte, ed è una parte importante: il dato numerico lo dimostra al pari della grande voglia che le persone hanno di partecipare», spiega il segretario provinciale della Cgil Pancrazio Cordone, «stiamo coprendo con i nostri banchetti tutto il territorio e le persone sono molto interessate sia a conoscere i contenuti di questa legge scellerata che a sostenere materialmente la raccolta firme per ottenere il referendum. A firmare non sono solo elettori di centrosinistra: c'è un'attenzione trasversale su questo tema che è percepito come divisivo dei diritti all'interno del Paese. Questo messaggio, che si tratta cioè di una legge che spacca l'Italia, è ben chiaro a tantissimi. Ai nostri banchetti le persone si avvicinano in maniera spontanea, non abbiamo bisogno di avvicinarle noi. Questo è un segnale positivo. In provincia di Teramo in due settimane abbiamo ampiamente superato le 2.500 firme cartacee. Un risultato più che soddisfacente al quale si andranno ad aggiungere i dati, che saranno raccolti e aggregati a livello regionale, delle firme online».
Il coordinamento a sostegno dell'iniziativa referendaria, che ha nella Cgil l'organismo di raccordo, si compone di molteplici realtà locali: Acli, Anpi, Arci, associazione Antonio Gramsci Abruzzo, Auser, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, Demos, Federconsumatori, Guide della riserva del Borsacchio, Insieme Possiamo, Italia Viva, Legambiente, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Partito Socialista Italiano, Rifondazione Comunista, Sinistra Ecologia e Libertà, Sinistra Italiana, Udu, Uil, Uis, Verdi, Wwf, Cittadinanza Attiva e Centro studi Hannah Arendt. I banchetti sono stati attivati da queste forze sociali, in modo unitario o autonomo, nelle principali città e nei paesi, nelle piazze, in occasione di feste, mercati settimanali e manifestazioni, nei luoghi di lavoro e nelle località di vacanza. «La raccolta prosegue: abbiamo tempo fino al 30 settembre, ma ci fermeremo il 15 per avere modo di ordinare i moduli e procedere con le vidimazioni. L'obiettivo è stato praticamente raggiunto, con uno sforzo grande da parte di quanti si sono messi a disposizione per rendere possibile il referendum. Lo step successivo sarà quello di andare alle urne per abrogare questa legge che è un vero attacco alla Costituzione», conclude Cordone.
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