Referendum sul nuovo ospedale «Quorum alto, bisogna cambiare»

12 Gennaio 2021

Il comitato dopo aver proposto il quesito sulla necessità di individuare come unico sito Villa Mosca teme che l’iniziativa fallirà: per la validità è necessario che il 50% degli elettori vada alle urne 

TERAMO. Appena presentato il referendum consultivo sul nuovo ospedale, che mira ad impegnare il Comune a proporre Villa Mosca come unico sito sul quale realizzare la struttura, rischia di fallire sul nascere. Perché il regolamento sulla partecipazione approvato dal Comune prevede che per essere valido il referendum debba raggiungere il quorum del 50% più uno degli aventi diritto al voto, percentuale difficile soprattutto per un referendum consultivo.
Tanto che il presidente del coordinamento dei comitati di quartiere Domenico Bucciarelli, nel giorno di presentazione del quesito referendario, ha sollecitato i consiglieri comunali presenti a chiedere una modifica del regolamento con l'annullamento del quorum. «Sono preoccupato», ha detto Bucciarelli, «non è possibile che in un Comune con tanti problemi, dove si è sempre detto che la partecipazione conta, si faccia un regolamento in cui per un referendum consultivo il quorum sia del 50%. Ho letto decine di regolamenti, dove non c'è il quorum e per me questa sarà la vera battaglia. La città è sfiduciata, non partecipa. O risolviamo il problema o parliamo del nulla». E se la consigliere comunale del M5S Pina Ciammariconi, tra i componenti del comitato promotore, ha ricordato di aver già chiesto un abbassamento del quorum senza che la proposta sia stata accettata, il presidente dell'associazione Teramo 3.0, Cristian Francia, anche lui tra i componenti del comitato per il referendum, ha annunciato che già nel pomeriggio di ieri alcuni consiglieri comunali avrebbero proposto una mozione per l'abolizione del quorum. Che però, per Francia, «è un falso problema. E’ giusto che la città si esprima e che l'amministrazione la ascolti al di là dei numeri su questo tema bisogna accelerare perché se aspettiamo rischiamo di perdere il finanziamento che Fagnano ha lasciato in eredità».
In ogni caso il referendum, se sarà ritenuto ammissibile, si farà. E i promotori puntano a portare ad esprimersi quanti più cittadini possibile. I tempi, però, non saranno immediati. Se sarà giudicato ammissibile ci saranno 180 giorni per la raccolta delle 2.500 firme necessarie e presumibilmente non si svolgerà prima del prossimo anno. «Non è una battaglia di contrapposizione ma di civiltà», ha sottolineato il portavoce del comitato promotore Demetrio Rasetti, «la scelta su un'opera così importante come ospedale deve essere condivisa con la cittadinanza». I promotori del referendum hanno poi ribadito le motivazioni per le quali la scelta di localizzare il nuovo presidio a Villa Mosca sarebbe la soluzione più economica e conveniente. «Non servirebbe nessun provvedimento espropriativo: i terreni sono della Asl», ha sottolineato Rasetti, «sarebbe inoltre un intervento a consumo di suolo zero trattandosi di ristrutturazione urbanistica e non occorrerebbe realizzare le urbanizzazionI». Tra gli interventi quello del parlamentare Fabio Berardini: «Mi sarei aspettato un quorum più basso o nulla, in ogni modo puntiamo a che ci sia una valanga di si per far restare l'ospedale a Villa Mosca».
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