Referendum, sul quorum decide il consiglio

Luzii, consigliere e promotore della consultazione sull’ospedale, presenta la mozione per l’abolizione
TERAMO. Accogliendo la richiesta avanzata dai comitati promotori in occasione della presentazione del referendum sul nuovo ospedale, che mira ad impegnare l’amministrazione a proporre come unico sito quello di Villa Mosca, il consigliere comunale di Italia Viva Giovanni Luzii ha presentato una mozione da sottoporre al consiglio comunale in cui di chiede l’abolizione, dal relativo regolamento, del quorum di partecipazione (pari al 50% più uno degli aventi diritto) ai referendum consultivi comunali.
«Tale iniziativa è figlia della discussione emersa in seno al comitato promotore del referendum», scrive Luzii in una nota, «laddove unanimemente i promotori hanno stigmatizzato la presenza del quorum di partecipazione nella normativa comunale, in quanto tale quorum rappresenta un oggettivo deterrente alla partecipazione popolare e pertanto costituirebbe una incongruenza rispetto al “favor partecipationis” che è sotteso al nuovo Regolamento sui diritti e doveri di partecipazione, di democrazia diretta e partecipativa e di informazione dei cittadini». A sollevare con forza la questione era stato in particolare il presidente del coordinamento dei comitati di quartiere Domenico Bucciarelli, per il quale in un momento in cui tra i cittadini prevale un sentimento di sfiducia sarebbe di fatto impossibile portare a votare un numero così alto di persone.
Da qui la mozione presentata da Luzii, che è anche uno dei promotori del referendum. Il consigliere di Italia Viva, inoltre, entrando nel merito dell’iter referendario, ha anche sollecitato il presidente del consiglio a una tempestiva convocazione di un’apposita seduta consiliare finalizzata alla nomina del collegio di esperti che dovrà valutare l’amissibilità del referendum. L’attuale statuto comunale, infatti, prevede che i tre esperti siano nominati dal consiglio a maggioranza dei due terzi. «In tale ottica, essendo stato già depositato il quesito referendario», conclude Luzii, «occorre procedere speditamente alla nomina del collegio di esperti da parte del consiglio comunale. Ciò in quanto va tenuto presente quanto previsto dall'articolo 96 al comma 2: “Il collegio degli esperti esprime giudizio di ammissibilità o meno del quesito proposto entro trenta giorni dal deposito”. Se ne evince che entro il prossimo primo febbraio 2021 dovrà essere formulato ed espresso il predetto giudizio di ammissibilità». (a.m.)

