Referendum sul teatro romano Sono più di mille le firme raccolte

11 Maggio 2018

Domani il comitato ha indetto un’assemblea pubblica per coinvolgere ulteriormente la cittadinanza Alla campagna hanno aderito anche quattro candidati sindaco: Morra, D’Alberto, Rocchetti e Cardelli

TERAMO. A meno di un mese dall'avvio della raccolta di firme per il referendum sul teatro romano, e forte delle oltre mille firme raggiunte, il comitato promotore torna ad indire un'assemblea cittadina per coinvolgere il territorio nel dibattito sul recupero del monumento. L’assemblea, che si svolgerà domani alle 17.30, nella sala convegni dell'Hotel Abruzzi, mira a fare il punto della situazione e a raccogliere ulteriori sollecitazioni che possano arrivare dal territorio.
«Il fatto che siano state raccolte oltre mille firme», sottolinea il presidente di Teramo Nostra Piero Chiarini, «dimostra come la città voglia essere informata e come abbia sempre seguito la vicenda relativa al recupero del teatro romano. L'ex sindaco ci disse che eravamo isolati come associazione, non è così. La città vuole che sia portato avanti il progetto di recupero, votato nel 2010 dal consiglio comunale e che prevede l'abbattimento di Palazzo Salvoni e Palazzo Adamoli e il recupero della cavea». Il comitato ha sottolineato come non ci siano scuse per non procedere al recupero funzionale del teatro. «I soldi ci sono», continua Chiarini, «speriamo che la nuova amministrazione, qualunque essa sia risolva questa situazione». A sottolineare l'importanza dell'assemblea cittadina di sabato anche Giuliano Lucenti, coordinatore del coordinamento dei comitati di quartieri. «Il referendum va avanti, intanto noi continuiamo a cercare la partecipazione dei cittadini e anche dei candidati alla carica di sindaco», dichiara Lucenti, «che sono stati invitati a partecipare all'iniziativa si sabato». Tra gli aspiranti alla poltrona di primo cittadino in molti, nelle scorse settimane, avevano già aderito alla campagna referendaria: Giandonato Morra, Paola Cardelli, Gianguido D'Alberto e Cristiano Rocchetti. Una battaglia, quella referendaria, per la quale servono almeno quattromila firme e che si accompagna anche a una battaglia giudiziaria. Il mese scorso, infatti, l’associazione “Teramo città solidale & Cittadinanza attiva”, presieduta da Raffaele Raiola, per conto anche delle altre associazioni schierate nella battaglia per il teatro romano, aveva annunciato di aver presentato il secondo ricorso al Tar relativo alla questione. Il ricorso, affidato all’avvocato Luigi Licursi, mira ad ottenere dal Comune indicazioni dettagliate sulla contestata soluzione progettuale proposta dallo studio Bellomo sulla copertura dei reperti di epoca imperiale, che per Teramo Nostra rappresenterebbe, come più volte dichiarato, un'iniziativa «strumentale» della Soprintendenza. Questo ricorso al Tar segue quello presentato a settembre e relativo all’accesso agli atti dell’annosa procedura per il recupero del teatro romano.
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