Refezione scolastica, confermata l’esclusione della Vivenda

13 Dicembre 2015

Un’altra vicenda amministrativa di Silvi è finita al’esame del Tar, che con una sentenza pubblicata giovedì scorso ha respinto il ricorso della società Vivenda alla quale il Comune di Silvi aveva...

Un’altra vicenda amministrativa di Silvi è finita al’esame del Tar, che con una sentenza pubblicata giovedì scorso ha respinto il ricorso della società Vivenda alla quale il Comune di Silvi aveva revocato l’appalto per il servizio di refezione scolastica. Alla società, facente parte del gruppo La Cascina di Roma, una delle coop coinvolte nell’inchiesta Mafia Capitale, il Comune aveva inizialmente aggiudicato la gara, nell’aprile scorso, per poi revocarla quando la Vivenda era stata raggiunta da un provvedimento interdittivo per la legge antimafia emesso dalla prefettura di Roma il 22 giugno scorso. Nel ricorso al Tar la società romana ha contestato al Comune di non aver tenuto in considerazione il commissariamento di tutto il gruppo La Cascina deciso dal tribunale di Roma allo scopo di consentire la prosecuzione della sua attività aziendale e garantire così il lavoro alle migliaia di dipendenti impiegati. Al decreto ha poi fatto seguito il provvedimento del prefetto di Roma di sospensione temporanea del commissariamento. Secondo il Tar, però, questa considerazione non è rilevante, in primo luogo perché proprio nell’ordinanza del tribunale di Roma, citata da Vivenda, si precisa che la «mera sospensione dei provvedimenti emessi dalla prefettura di Roma crea ostacoli e/o impossibilità alla partecipazione a talune gare d’appalto». Il Tar ha ritenuto quindi corretta la decisione del Comune di Silvi «il cui atto non risente affatto di quanto disposto dalla prefettura di Roma con l’atto di revoca della misura della straordinaria e temporanea gestione, trattandosi di una vicenda successiva e del tutto esterna».