«Regione strabica sul caso endocrinologia»

9 Dicembre 2015

Atri, attacco del consigliere Pd Monticelli sulla chiusura del day hospital: smantellano le eccellenze

ATRI. Il consigliere regionale del Pd Luciano Monticelli in difesa del day hospital di endocrinologia del San Liberatore. Il servizio chiude – come scritto dal Centro lunedì – in quanto nell’unità operativa complessa di endocrinologia sono rimasti solo il primario Bruno Raggiunti e un altro medico. La dottoressa che si occupava del day hospital, con un contratto a termine, ha avuto un contratto a tempo indeterminato altrove e non è stata sostituita. L’allarme è stato dato da Domenico Di Marcello presidente Aavet, associazione volontari endocrinopatici e tiroidei. «Nella narrazione proposta regolarmente dalla parte egemone della maggioranza di centrosinistra, i presidi ospedalieri delle città non capoluogo sono descritti come residui del "gasparismo" della Prima Repubblica: centri di spesa clientelare senza alcuna competenza distintiva, da eliminare al più presto. Almeno per questo reparto, però, la descrizione si adatta particolarmente male: nel 2014 l'endocrinologia atriana, pur potendo contare su forze striminzite, ha dato un enorme contributo alla mobilità attiva della regione, attirando pazienti in maggioranza non abruzzesi», dice Monticelli, «Qui siamo ben oltre la "ristrutturazione" dei "doppioni" dell'offerta sanitaria, su cui pure ci sarebbe da discutere. Qui si sopprime un reparto che è un gioiello e produce un attivo per la collettività senza sapere che fine faranno i pazienti».

Il consigliere è preoccupato anche per la sorte dei centri di fibrosi cistica e di auxologia «che D’Alfonso ha promesso di rafforzare ma che in realtà, come Paolo Moretti (responsabile del centro di fibrosi cistica, ndr) ha spiegato a noi della V Commissione giovedì scorso, vengono messi in condizioni di non funzionare». Monticelli parla di «strabismo» dei vertici regionali che «dichiarano di voler puntare alla specializzazione del singolo presidio su patologie particolari, ma nel caso atriano stanno procedendo allo smantellamento delle eccellenze e alla conferma di reparti "generici" tipici di un ospedale di base».