Registri manomessi per punire gli alunni Docente a processo

10 Aprile 2015

La prof di musica avrebbe abbassato i voti per vendicarsi degli studenti partecipanti al corso della collega-rivale

TERAMO. E’ un’accusa pesante quella da cui una insegnante teramana si dovrà difendere in un processo: aver manomesso i registri e le griglie di valutazione degli alunni abbassando loro i voti per punirli del fatto di aver partecipato a un progetto con un’altra prof di musica.

La docente teramana, dopo essere stata indagata per tentato abuso d’ufficio e falso nel fascicolo aperto dal pmLaura Colica, è stata rinviata a giudizio del gup Giovanni de Rensis. La prima udienza del processo che vede imputata F.G. (assistita dall’avvocato Renzo Di Sabatino) è fissata per il primo settembre.

L’indagine è scattata dopo la denuncia del dirigente scolastico della scuola media a cui si sono rivolti gli studenti che, al momento dell’ammissione all’esame finale, si sono ritrovati con i voti più bassi. I fatti si sono verificati nel 2013 in un istituto del Teramano. «Minacciando alcune alunne partecipanti alla manifestazione finale di un progetto di abbassare loro il voto d’ammissione all’esame nella sua materia se avessero cantato con un’altra professoressa ed effettivamente operando una manomissione e abusando del proprio ufficio», scrive il pm nel capo d’imputazione, «poneva in essere atti idonei, atti in modo non equivoco ad arrecare agli alunni un danno ingiusto, non riuscendo nell’intento perchè i colleghi e la direttrice si accorgevano della manomissione».

Dopo la segnalazione fatta dal dirigente scolastico, le indagini sono scattate immediatamente e su disposizione della procura sono state acquisite tutte le griglie di valutazione e i registri. E non solo. Sono stati ascoltati sia gli studenti sia i colleghi dell’insegnante.

Oltre al tentato abuso d’ufficio, la prof è accusata anche di falsità ideologica. «Alfine di commettere il reato e nella sua qualifica di pubblico ufficiale», scrive ancora il pm nel capo d’imputazione, «manometteva le griglie di valutazione sia dei registri personali che dello scrutinio finale con l’aggiunta di voti inesistenti e incongruenti per abbassare effettivamente di una unità il voto di ammissione all’esame conclusivo del primo ciclo d’istruzione della sua materia».

Parti lese nel procedimento sono dieci studenti e il provveditorato agli studi. Va detto che, in seguito alla richiesta di rinvio a giudizio, il ministero ha avviato un provvedimento disciplinare consistito nella sospensione dall’attività. Ma il procedimento, impugnato dalla difesa della prof, è stato annullato dal giudice del lavoro Maria Rosaria Pietropalo. Secondo le motivazioni del giudice, nel corso del procedimento, sarebbe stato negato l’accesso ad alcuni atti e quindi, per l’insegnante, sarebbe mancato il diritto alla difesa.

Il procedimento disciplinare della sospensione, dunque, è stato annullato.

Per quanto riguarda il processo penale, invece, a settembre la donna comparirà davanti ai giudici del tribunale: nel corso del dibattimento saranno ascoltati i ragazzi e i colleghi della prof e tutte le accuse mosse nei suoi confronti dovranno essere provate.(d.p.)

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