Reperti sotto il corso ma i lavori non si fermano

La Sovrintendenza autorizza a proseguire purché tracce degli antichi portici restino in superficie. No a Brucchi sui pini da tagliare davanti al tribunale
TERAMO. Le fondamenta degli antichi portici saranno disegnate sulla nuova pavimentazione di corso San Giorgio. Il sindaco Maurizio Brucchi e la sovrintendente regionale Maria Giulia Picchione hanno raggiunto l'intesa su come proseguire l'intervento lungo la strada principale del centro senza cancellarne la memoria storica. La questione è stata discussa durante l'incontro di ieri pomeriggio all'Aquila chiesto dal primo cittadino proprio per superare l'ostacolo dei reperti affiorati nel cantiere e valutare altre situazioni che richiedono il coinvolgimento della Sovrintendenza.
Durante i lavori di realizzazione delle due vasche sotterranee per la raccolta delle acque reflue, infatti, sono stati riportati alla luce i resti dei portici antichi ai due lati del corso. La zona è la stessa occupata attualmente, ma i colonnati almeno un paio di secoli fa erano a distanza ravvicinata. «Il corso era più stretto», spiega Brucchi, «e solo in epoca più recente i due porticati si sono allontanati l'uno dall'altro». Così gli scavi ne hanno riportato alla luce le fondamenta originarie che, se fossero state vincolate dalla Sovrintendenza, avrebbero complicato di parecchio la realizzazione delle vasche. L'incontro di ieri, però, ha scongiurato questo pericolo. «La sovrintendente ci ha autorizzato alla demolizione dei reperti», riferisce il sindaco, «purché la traccia delle antiche fondamenta sia evidenziata sulla superficie del corso». Sarà sufficiente, in pratica, una modifica del progetto che preveda l'inserimento nella nuova pavimentazione del disegno in pietra dei due colonnati, con la loro descrizione riportata su un pannello illustrativo, per far andare avanti i lavori senza ulteriori intoppi. «Ne verrà fuori una cosa bella», assicura Brucchi, «sarà un ulteriore elemento di riqualificazione del corso».
Per il sindaco il colloquio con Maria Giulia Picchione è stato molto positivo anche perché ha chiarito la vicenda dei fondi per il recupero del castello Della Monica. L'intervento è stato finanziato dal ministero dei Beni culturali con 600mila euro, affidati alla Sovrintendenza, che si aggiungono ai 2,1 milioni assegnati dalla Regione al Comune. Brucchi, dunque, è andato all'Aquila anche per capire quale uso Maria Giulia Picchione intendesse fare della somma. «La sovrintendente ha confermato che quei soldi», sottolinea il primo cittadino, «saranno destinati al completamento del nostro progetto».
Da definire restano alcuni aspetti relativi all'allestimento della rotonda nell’incrocio davanti al tribunale. L'opera richiederebbe l'abbattimento di due pini che la sovrintendenza vuole tutelare. «Studieremo la realizzazione di una rotonda più piccola», conclude il sindaco, «o adotteremo tecniche innovative per spostare le piante senza tagliarle».
Gennaro Della Monica
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