«Replicate le mani di cartone anti-Salvini»

7 Febbraio 2019

I sei ragazzi dell’installazione contro la strage nel Mediterraneo lanciano una campagna nazionale

ATRI. Quell’immagine delle mani protese verso il cielo, simbolo di una speranza di vita negata a tanti è stata più forte di mille parole. E così i sei giovani che hanno ideato l’installazione montata domenica alle 7 di mattina in piazza Duomo ad Atri, nella stessa piazza che poche ore dopo avrebbe ospitato il ministro Matteo Salvini hanno aperto la pagina Facebook Arte resistente e lanciano un appello a tutta l’Italia.
L’invito è a replicare l’iniziativa appena possibile «affinché ogni luogo d'Italia diventi il Mediterraneo che chiede aiuto. Siamo a disposizione per aiutarvi e consigliarvi anche se sappiamo che non ne avrete bisogno». «Riprendiamoci la Costituzione, riprendiamoci l'Umanità, riprendiamoci l'Italia come il mondo l'ha conosciuta per millenni» scrivono Gianluigi Palma Antonelli, Ilaria Fini, Marco Palermo, Caterina Anello, Giuseppe Forcella, Barbara Della Torre. Sono loro che hanno realizzato «un’installazione artistica contro le politiche disumane della Lega di Salvini. Una protesta semplice, non violenta ed efficace che ha avuto una inaspettata grande risonanza mediatica ed ha spiazzato tutti. Sono mani di cartone sparpagliate sulle piazze delle nostre città e dei nostri quartieri che trasformano la pietra e l’asfalto nel Mediterraneo che chiede aiuto».
I ragazzi spiegano anche come loro hanno realizzato le 45 mani di cartone. Un’idea semplice ma d’impatto. «Volevamo rimanere in un ambito di legalità», spiegano, «quindi fare qualcosa molto prima che arrivasse Salvini in modo da non violare la legge elettorale e non interrompere un comizio. Ma volevamo fare anche qualcosa di dirompente che potesse comunicare un messaggio forte. Da fare in pochi, con poco sforzo e pochi soldi. All'inizio volevamo disegnarle a terra con il gesso ma poi magari ci avrebbero detto che avevamo rovinato la piazza. Invece l’istallazione era facilmente rimovibile. Così siamo diventati un caso nazionale, oltre le nostre aspettative. Così abbiamo lanciato la campagna #arteresistente. Invitiamo chiunque a replicarla, l’arte deve essere diffusa il più possibile così come il messaggio. La nostra è una forma di contestazione verso chi porta avanti a politiche razziste, discriminatorie e applica politiche disumane». (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .