Residenti, il calo continua ma è più lento

15 Novembre 2023

Sia l’Istat che il Comune fotografano una lieve diminuzione nell’ultimo anno: il dato più aggiornato è di 52.365 abitanti

TERAMO. Il calo di nascite e residenti a Teramo si è molto ridotto tra l’anno scorso e quest’anno, ma continua. La curva demografica scende ancora, seppure in modo più lieve rispetto agli anni precedenti, seguendo il trend nazionale.
I NUMERI
La fotografia della situazione in città arriva, con numeri diversi ma con il medesimo risultato, sia dall'Istat che dagli uffici dell'anagrafe del Comune. Per l'istituto di statistica al primo gennaio 2023 i residenti nel comune di Teramo erano 51.548, contro 51.891 del primo gennaio 2022. La perdita di 343 residenti in un anno risulta inferiore ai dati del triennio precedente, facendo registrare un rallentamento: infatti, sempre in base ai dati Istat, a fine 2018 i teramani residenti erano ancora 54.443 e il saldo di quell’anno era stato positivo (+105). Poi è arrivato il salasso di 2.552 persone in meno in tre anni: -445 nel ’19, -1.522 nel ’20 (il primo, terribile anno di pandemia Covid) e -585 nel ’21. Quanto all’anno in corso, l’ultimo dato Istat disponibile è al 31 luglio: 51.507 residenti, appena 41 in meno del primo gennaio. Numeri diversi, ma che comunque confermano la leggera flessione, arrivano dal Comune: si tratta di dati più aggiornati ottenuti incrociando quelli dello stato civile e i demografici degli uffici dell'ente. Al 31 dicembre 2022 i residenti erano 52.465, le nascite 296 e i decessi 675; dal 1° gennaio 2023 al 13 novembre 2023 i residenti risultano 52.365, le nascite 258 e i decessi 522. Un calo di cento unità dei residenti, che di poco potrà variare da qui a fine anno.
L’ANALISI
I fattori che determinano la perdita di presenze sono molteplici, a partire dalla lunga coda del sisma 2016 e dalla ricostruzione ma anche dalla carenza di opportunità lavorative per i giovani che scelgono di lasciare l'Abruzzo per realtà più vivaci. Per l'assessora all'anagrafe del Comune di Teramo, Pina Ciammariconi, il continuo calo demografico «è un enorme problema a livello nazionale. Il fenomeno della riduzione progressiva delle nascite sta comportando tutta una serie di conseguenze, tra le quali l’invecchiamento della popolazione; siamo ormai una nazione “anziana”, con tutto quello che ne consegue a livello di spesa pubblica per assistenza, sanità, pensioni. Criticità di questo genere dovrebbero essere affrontate in primis dalle forze politiche che stanno guidando la nazione. Le risposte dal Governo, tuttavia, stentano ad arrivare, nonostante le promesse in campagna elettorale sul tema. Le tanto sbandierate politiche di aiuto della famiglia sono rimaste al palo, anzi con l’imbarazzante tassazione dei pannolini sembra quasi ci si stia accanendo sulle giovani coppie», rileva l'assessora. Per quanto attiene i dati estrapolati dagli uffici del Comune, Ciammariconi dice: «Da questi numeri si evince che, nel biennio esaminato, la situazione non è dissimile a quella di tante provincie italiane. A una lieve flessione del numero dei residenti si accompagna un decremento, anch’esso contenuto, delle nascite. Le zone interne in particolare soffrono in modo cronico, ma Teramo città regge. Le potenzialità della città, ancora parzialmente inespresse ma in netto miglioramento rispetto al passato a livello turistico, e un auspicabile “ritorno a casa” dalla costa quando i cantieri legati al sisma termineranno sui tanti immobili cittadini danneggiati, possono e devono far sperare in una inversione di tendenza».
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