Residenze facili ai sudamericani Annullato divieto di dimora
TERAMO. La Cassazione ha annullato una delle ordinanze di divieto di dimora emesse l’estate scorsa nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte cittadinanze facili ai sudamericani con avi italiani. In...
TERAMO. La Cassazione ha annullato una delle ordinanze di divieto di dimora emesse l’estate scorsa nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte cittadinanze facili ai sudamericani con avi italiani. In questo caso a ricorrere alla Suprema Corte, dopo il no arrivato dal tribunale del Riesame che aveva respinto il ricorso, era stata la titolare di una delle agenzie di intermediazione finite nell’inchiesta (la donna in Cassazione è rappresentata dall’avvocato Giuseppe Gliatta).
Nell’ambito del fascicolo del pm Stefano Giovagnoni, che proprio qualche settimana ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini per i 23 finiti sotto accusa due anni fa, la Procura aveva infatti chiesto ed ottenuto la misura del divieto di dimora in provincia per dieci intermediari (per alcuni dei quali la misura è stata successivamente revocata) e la sospensione dal servizio, per un periodo complessivo di dieci mesi, di quattro ufficiali di stato civile dei Comuni di Pineto, Roseto, Notaresco e Castellalto finiti sotto inchiesta e per i quali i legali hanno presentato ricorso al tribunale del Riesame. «I giudici di merito», si legge nel provvedimento della Suprema Corte, «hanno violato il principio dell’obbligo della autonoma valutazione da parte del giudice che emette la misura cautelare personale ponendosi al di fuori dell’orientamento di legittimità, che si intende ribadire, secondo il quale la prescrizione della necessaria autonoma valutazione delle esigenze cautelari e dei gravi indizi di colpevolezza contenuta nella predetta previsione, impone al giudice di effettuare uno specifico vaglio degli elementi di fatto ritenuti decisivi in relazione alle singole posizioni e contestazioni».

