Restrizioni e prevendita bloccata i tifosi del Teramo non ci stanno

19 Febbraio 2015

TERAMO. Come se non bastasse la decisione del Gos di vietare la possibilità dell’uno più uno (tesserato che “garantisce” per il non tesserato) nella vendita dei biglietti per l’atteso derby tra L’Aqui...

TERAMO. Come se non bastasse la decisione del Gos di vietare la possibilità dell’uno più uno (tesserato che “garantisce” per il non tesserato) nella vendita dei biglietti per l’atteso derby tra L’Aquila e Teramo in programma domenica, dal pomeriggio di ieri è stata interrotta la vendita degli stessi in attesa di ulteriori decisioni degli organi di pubblica sicurezza, attese per oggi. Tifosi biancorossi infuriati, come si evince dalle parole di Nello Di Sabatino, storico tifoso del Diavolo ed ex capo ultras: «E’ una decisione scandalosa. Ancor di più se dovesse arrivare, come si vocifera, un no alla trasferta di noi teramani. Non capisco realmente il motivo visto che con L’Aquila non è mai avvenuto alcun episodio di grave entità. Io ho già fatto il biglietto e, in ogni caso, andrò».

Girando per strada o spulciando i social network è lampante la delusione del pubblico di fede biancorossa. «Ritengo inopportuno», sottolinea Antonio De Santis, «non aver consentito la possibilità dell’1+1 ai tifosi. Certe restrizioni stanno privando gli stadi del loro fattore più emozionante, il colore e il calore dei veri tifosi che desidererebbero seguire la propria squadra anche senza una tessera del tifoso che, parere personale, non può certamente essere un deterrente alla violenza. Questa si combatte con la cultura sportiva e non schedando tifosi. Forse mostrando maggiori aperture verso i tifosi si potrebbe creare un clima di fiducia».

Giampaolo Trippetta: «E’ una decisione che penalizza molto i tifosi del Teramo e che, francamente, non capisco. E' già successo in precedenza, per esempio ad Ancona. Io penso che in questo modo si scoraggia il tifoso e lo si allontana dal calcio». La diversità di scelte operata da partita a partita è l’argomento del pensiero di Gianfrancesco Tacchetti: «In talune partite viene permesso ed in altre no. La tessera del tifoso deve essere considerata sempre allo stesso modo. Domenica scorsa, per esempio, ero a Cesena a seguire la Juventus e non mi è stata chiesta la tessera. Come mai?».

Lara Verdecchia: «Io mi sono tesserata da diverso tempo ma, anche per solidarietà con chi non ha la tessera, trovo questa decisione profondamente ingiusta. Quello che fa più rabbia è il trattamento diverso riservato alla nostra tifoseria rispetto ad altre». Antonio Ciammaricone: «Non mi piace la disparità di trattamento rispetto alla gara di andata quando l’1+1 fu possibile. Ma il Gos o la questura, quando prendono queste decisioni, perché non pensano anche al trasporto dei tifosi magari mettendo a disposizione dei pullman? Noi stiamo provando a farli ma nessuno è disposto a venirci incontro». Di parere diverso Gabriele Sturba: «Sul mancato 1+1 i precedenti, tra le due tifoserie, non hanno certo aiutato». Sturba, poi, entra anche nell’altra polemica degli ultimi giorni, quella relativa al costo dei biglietti per il settore ospiti (euro 15). «Sicuramente è stata una mossa scorretta visto che i tifosi dell’Aquila, a Teramo all’andata, pagarono 10 euro». Gabriele Luciani: «Vorrei fare, ironicamente, i “complimenti” alla società aquilana. Si parla tanto di società amiche e questo è il trattamento che ci riservano». Sulla stessa lunghezza d’onda Mirko Di Berardino: «Sarebbe stato equo far pagare 10 euro così come all’andata.La cosa sgradevole, poi, è che un bambino debba pagare come un adulto».

Matteo Falzon

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