Restrizioni, protestano anche i venditori del mercato
GIULIANOVA. Gli ambulanti che frequentano i mercati settimanali di Giulianova sono stati messi in forte difficoltà dall’istituzione della zona rossa sul territorio giuliese. Una decisione replicata...
GIULIANOVA. Gli ambulanti che frequentano i mercati settimanali di Giulianova sono stati messi in forte difficoltà dall’istituzione della zona rossa sul territorio giuliese.
Una decisione replicata nel pomeriggio di ieri con l’allungamento del provvedimento fino al 2 maggio. Dicono i titolari delle bancarelle, circa 20 commercianti: «Già venivamo da un periodo di mancati introiti e ora, dovendo rinunciare a quattro mercati giuliesi consecutivi, per noi è un grosso danno. Riteniamo che di questo passo sarà difficile risollevare le nostre sorti. Il settore, da quando è iniziata nel 2020 l’emergenza sanitaria, è stato messo in condizioni critiche. Abbiamo ancora la merce acquistata lo scorso anno in magazzino, non avendo potuto lavorare come eravamo abituati. Andando avanti così in molti saranno costretti a riconsegnare le licenze e a cambiare mestiere. Nessuno pensa alla nostra categoria e a quello che stiamo affrontando. Chi ci restituirà i mancati introiti? Probabilmente nessuno. Abbiamo la consapevolezza che non è facile resistere a tale situazione». Gli ambulanti, anziché chiudere completamente, avrebbero preferito semmai lavorare con misure più stringenti, ma almeno avere la possibilità di esporre la loro merce. Del resto in passato hanno ampiamente dimostrato di rispettare le regole che di volta in volta sono state imposte. Concludono gli ambulanti: «Certo è che se la situazione dovesse andare avanti così saremmo penalizzati irrimediabilmente». Com’è noto, in caso di zona rossa le uniche attività ammesse al mercato sono quelle che prevedono la vendita di prodotti agricoli, florovivaistici e alimentari.
Alfonso Aloisi
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