Rete di controlli con il protocollo sull’acqua

11 Ottobre 2017

Infn e Strada dei Parchi devono chiedere il nulla osta 40 giorni prima di attività particolari

TERAMO. Controlli più stringenti e procedure più chiare e codificate per gestire l’acqua del Gran Sasso. Il protocollo d’intesa che 15 enti e servizi hanno firmato a metà settembre prevede un sistema di comunicazioni e autorizzazioni per eseguire interventi che possano comportare rischi per le falde acquifere del Gran Sasso. In sostanza se l’Infn o Strada dei Parchi devono fare dei lavori o comunque delle attività che possono avere ripercussioni sull’acqua, devono avvertire almeno 40 giorni prima la Asl, i due acquedotti, l’Arta di Teramo e L’Aquila, presentando anche una relazione tecnica con l’elenco dei materiali usati. Il protocollo prevede dunque tutto l’iter per l’autorizzazione con le valutazioni ad opera del Sian della Asl.
Nel protocollo - fortemente voluto dal vicepresidente della Regione Giovanni Lolli dopo una serie di allarmi sulla qualità delle acque, l’ultimo in provincia di Teramo nel maggio scorso – è basilare la procedura da seguire in caso di allarme. Innanzitutto sono stati acquistati tre sofisticati macchinari in grado di fare in tempo brevissimo e su un ampio spettro di parametri, le analisi sull’acqua dai Laboratori, dal Ruzzo e da Gran Sasso Acqua, l’acquedotto aquilano. Poter contare su analisi tempestive 24 ore su 24 e su un più ampio numero di sostanze sarà garanzia di sicurezza per i cittadini, rispetto alla situazione attuale in cui per i risultati possono trascorrere anche 24 ore.
Non solo. I sistemi di misurazione, si legge nel protocollo, «dovranno garantire la connessione in tempo reale con i Sian delle Asl di Teramo e L’Aquila per la lettura istantanea dei risultati oltre che delle procedure di allarme assicurino la comunicazione immediata al Sian delle situazioni di criticità tramite inoltro di sms, messaggi whatsapp, Pec e Peo» a una serie di indirizzi. E, qualora le acque siano fuori dei parametri definiti dai Sian, dall’Arta e dall’Istituto superiore di sanità, la Asl comunicherà al gestore il superamento e, «se necessario propone al sindaco l’adozione degli eventuali provvedimenti cautelativi a tutela della salute pubblica, tenuto conto dell’entità del superamento del valore di parametri pertinente e dei potenziali rischi per la salute umana nonchè dei rischi che potrebbero derivare da una interruzione dell’approvvigionamento o da una limitazione dell’uso dell’acqua erogata». (a.f.)