Rete ospedaliera, il centrodestra: «D’Alberto fa solo propaganda»

5 Novembre 2023

Febbo (Forza Italia): «Non è ancora deciso niente su quali presìdi diventeranno di secondo livello»  Rossi (Fratelli d’Italia): «Teramo non è penalizzata, il sindaco pensi a fare gli atti di sua competenza»

TERAMO. Dal centrodestra, teramano e non, arrivano reazioni polemiche alle critiche rivolte da Gianguido D’Alberto al piano di riordino della rete ospedaliera regionale.
Il capogruppo di Forza Italia in Regione Mauro Febbo commenta: «Come ho avuto già modo di replicare nella quinta commissione tenutasi giovedì scorso al sindaco di Teramo nonché presidente dell’Anci Abruzzo, forse la sua lettura "frettolosa" della rete ospedaliera lo ha indotto ad avere una visione parziale nonché di parte della stessa». Per Febbo «non corrisponde affatto a verità che si favoriscano e quindi definiscano già i Dea di II livello in quelli di Pescara e L'Aquila a discapito di Chieti e Teramo». L’esponente forzista rileva che diversi sottobiettivi previsti dal piano per ottenere il secondo livello siano favorevoli agli ospedali di Chieti e Teramo, «per cui nessuna decisione è scontata considerato anche che a livello nazionale vi è la linea di modificare il decreto ministeriale 70/2015, ormai superato anche dalle nuove problematiche che sono emerse con il Covid».
La presidente provinciale di Fratelli d’Italia Marilena Rossi rincara la dose: «ll sindaco D’Alberto, non avendo progetti e risultati di cui parlare, torna sul tema della sanità, lagnandosi di un presunto indebolimento dell’offerta sanitaria in provincia di Teramo. Ci è d’obbligo consigliare al primo cittadino che invece di rilasciare notizie non veritiere, dovrebbe: 1. nominare la commissione per le valutazioni tecniche sul sito di Villa Mosca; 2. comprendere che a Teramo è stata già prevista una unità di Terapia Intensiva Neonatale nel piano regionale; inoltre è stata salvata l’unità di Neurochirurgia, che in base a precedenti progetti doveva scomparire con il pensionamento del primario, e invece oggi è operativa come Neurochirurgia della Colonna; 3. prendere atto, suo malgrado, che Teramo ha ora tutte le caratteristiche per avere un Dea di secondo livello e la Regione valuterà la fattibilità, in base a una serie di parametri e requisiti, tra 36 mesi; 4. in merito ai posti letto, gli stessi sono rapportati al numero dei plessi ospedalieri presenti nella provincia, ricordando che malgrado l’assenza nel territorio di strutture private, per posti letto si è secondi solo a Chieti; inoltre preme ricordare che nel plesso ospedaliero di Atri sono presenti 30 posti letto per la riabilitazione, unico centro in tutto l’Abruzzo; 5. convocare il comitato ristretto dei sindaci per il suo insediamento e la sua piena operatività, ricordando che da illo tempo non viene più riunito». Per Marilena Rossi «in buona sostanza, D’Alberto potrebbe e dovrebbe iniziare a fare il sindaco, compiere atti di sua competenza e leggere meglio le carte, evitando di strumentalizzare la sanità per beceri motivi di propaganda elettorale. Siamo certi che, dopo le elezioni regionali, il sindaco tornerà al suo tradizionale disimpegno sui temi della sanità, che gli sono cari solo in prossimità di scadenze elettorali, e con il tempo prenderà atto che rispetto all’eredità lasciata dal centrosinistra dalfonsiano, con impegno e fatica, il governo regionale di centrodestra sta migliorando il sistema sanitario regionale e quello della nostra provincia».(red.te)