Reti assistenziali con troppi nei

15 Maggio 2018

«Lacune sia per il 118 che nelle interazioni fra i vari settori» 

TERAMO. “Le reti tempo dipendenti in sanità”: si è parlato di questo venerdì al Mazzini in un seminario organizzato dal Sindacato medici italiani (Smi). Altri due incontri sono previsti a Chieti e L’Aquila, rispettivamente il 18 e 19 maggio. Si è discusso della situazione delle reti assistenziali, dopo la riorganizzazione della rete ospedaliera regionale.
Le reti tempo dipendenti riguardano sia il territorio che gli ospedali, dal 118 a percorsi clinico-assistenziali in cui è basilare la tempestività della presa in carico dei pazienti e degli interventi successivi. In pratica riguardano patologie e prestazioni per cui il fattore tempo è determinante. Paolo Trentini, segretario aziendale Smi e Patricia Giosuè, responsabile aziendale della dirigenza medica Fvm-Smi, citano le reti ictus, infarto, trauma e parto (assistenza materno-infantile). Lo Smi fa notare che «sono state rilevate numerose criticità in fase attuativa sia per il 118 che per le reti cliniche. E’ emersa in tutta la sua gravità la non efficiente distribuzione territoriale delle ambulanze di soccorso avanzato con medico a bordo e, in alcuni casi, come nella Asl di Teramo la non completa messa a regime delle postazioni medicalizzate del 118 come previste dalle leggi regionali. Altrettanto lacunosa è parsa la realizzazione delle reti, in particolare è stata stigmatizzata la scarsa interazione tra gli operatori dei servizi interessati, per evidente mancanza di una regia nell’implementazione dei percorsi, con coinvolgimento e formazione degli operatori, e di educazione della popolazione alla conoscenza delle reti e ai comportamenti da tenere in caso di patologie tempo dipendenti».