Revocata la gestione del centro turistico

Atri, la decisione in un’accesa seduta del consiglio comunale: l’ex assessore Italiani vota contro
ATRI. E’ stato un consiglio comunale infuocato sul Centro turistico integrato quello che si è svolto venerdì ad Atri. La maggioranza ha votato l'avvio del procedimento amministrativo per la risoluzione della convenzione con il gestore del centro sportivo. In una nota il movimento cittadino “Atri non si tocca” capeggiato da Pierfrancesco Macera, Gianpiero Reitano e Roberto Marchione sottolinea: «Nello scorso consiglio abbiamo assistito al livello più basso che la politica potesse raggiungere. L’opposizione al momento della votazione si è ridotta ad un unico componente (Pierluigi Mattucci) in seguito all'uscita dall'aula dei consiglieri Alfonso Prosperi e Barbara Ferretti che erano impossibilitati a votare in quanto incompatibili per vincoli di parentela con alcuni soci della ditta concessionaria della gestione del centro». La nota così prosegue: «L'ex assessore allo sport Umberto Italiani al momento della votazione ha chiesto lumi sulle conseguenze giuridiche che potevano scaturire dal voto favorevole per poi votare contro l'avvio del procedimento per la risoluzione della convenzione in essere. Ha lanciato inoltre accuse a mezza bocca: lo faccia dettagliatamente e carte alla mano e se ritiene che siano stati commessi reati faccia la parte del leone e si rechi in procura». E sulla vicenda c’è la presa di posizione del sindaco Gabriele Astolfi e della sua maggioranza che in una nota scrivono: «Siamo una maggioranza solida e compatta. Sulla vicenda del Centro turistico integrato l’errore c’è stato, è inutile negarlo, ed è stato quello di esserci fidati di una persona, l’allora assessore allo sport Umberto Italiani, per il quale è stato inevitabile il ritiro del mandato». E aggiungono: «Nessuna faida nel nostro gruppo, noi siamo in 12, uniti e concreti nel nostro agire, contro una minoranza sfaldata di 5 persone, includendo Italiani, divisa in non sappiamo quanti gruppi. Questione altrettanto grave quella che abbiamo scoperto di recente. Dopo un attento lavoro è emerso che una parte della minoranza, Alfonso Prosperi e Barbara Ferretti, sono parenti del gestore del Cti e assieme a Italiani, che oggi difendono, hanno distratto tutti. Ora capiamo anche le ragioni del loro agire: in tutti questi mesi la minoranza si limitava a semplici ed elementari interrogazioni, solo fumo negli occhi della cittadinanza. Predicavano bene ma non portavano a termine le accuse che lanciavano sul Cti».
Domenico Forcella
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