Riapre il mercato ittico, bene la prima asta

26 Settembre 2018

Nonostante il maltempo che ha costretto le barche a rientrare in anticipo vendute oltre due tonnellate di pesce

GIULIANOVA. È andato bene il primo giorno d’asta al mercato ittico dopo il fermo pesca, ma poteva andare meglio se le condizioni meteorologiche fossero state più clementi. Infatti, lunedì pomeriggio quasi tutte le imbarcazioni hanno fatto ritorno al porto con alcune ore di anticipo rispetto alla norma. Sette i pescherecci di una certa stazza che hanno calato le reti in acqua. Del naviglio minore alcune imbarcazioni si sono avventurate, mentre altre hanno continuato volontariamente il fermo. Alcuni natanti invece sono rimasti ancora in cantiere per le riparazioni. Al termine dell’attività di pesca dopo lo stop di circa 40 giorni, sono state portate all’interno del mercato ittico per la relativa vendita all’ingrosso tramite asta ben 565 cassette di prodotto vario. In totale sul nastro della trattativa sono transitate oltre due tonnellate di pesce, per la precisione 2.221 chilogrammi. L’amministratore della Giulianova Patrimonio Luca Ranalli si è dichiarato soddisfatto dell’esordio autunnale del mercato: «Nonostante l’inclemenza del tempo abbiamo fatto buoni numeri che ci fanno ben sperare per il futuro. In tutti i modi stiamo cercando di fornire delle risposte di efficienza agli operatori economici».
Anche il direttore del mercato ittico Gino Gervasini ha avuto parole di apprezzamento per l’attività svolta dalla struttura gestita dalla municipalizzata: «Sicuramente si poteva fare di più, ma questa volta le condizioni del mare sono state determinanti. Comunque non possiamo lamentarci. Andrà meglio la prossima. L’attività del mercato domani (oggi per chi legge, ndr) sarà ferma e forse riprenderà giovedì, ma tutto dipenderà dalle condizioni del mare e del tempo. L'organizzazione e la strumentazione del mercato hanno risposto egregiamente». Un dato significativo è scaturito dalla cattura delle triglie rivelatasi piuttosto scarsa rispetto agli anni precedenti. Tra le specie con prezzo sostenuto figurano gli scampi di prima scelta quotati a 50.90 euro al chilo, seguiti dall’aragosta a 49.33 euro e dall’astice a 45.90 euro. Poi il rombo a 32,05 euro, i calamaretti a 23,80 euro, le cicale di mare (pannocchie) a 14,98, gli scampi decapitati a 21,28 euro, le sogliole a 19,93 euro, le seppioline a 12.65 euro,la pescatrice (rospo) 16,98 euro. Il pesce più venduto in assoluto è stato il merluzzetto di seconda scelta per un totale di 620 chilogrammi al prezzo massimo di 6,38 euro al chilo. I prezzi, commentano gli addetti ai lavori, si sono mantenuti su livelli accettabili tenuto conto del periodo e delle avverse condizioni meteo. Va pure precisato che la domanda dei prodotti ittici, ad estate conclusa, tende un po’ a scendere e ciò determina ovviamente una flessione delle quotazioni. Per prezzi più sostenuti bisognerà attendere il periodo natalizio.
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