Riapre la scuola Lucidi ma restano le polemiche

20 Dicembre 2016

Il sindaco oggi accoglierà gli alunni vestito da Babbo Natale e distribuirà regali Dal comitato dei genitori gli arrivano nuove accuse: «Ci ha rifilato solo pacchi»

TERAMO. Nel giorno della riapertura della Noè Lucidi si riaccende la polemica sulla sicurezza delle scuole. Ad accogliere, oggi poco dopo le 8, i 526 alunni che rientreranno nella struttura sottoposta ai lavori resi necessari dal sisma ci sarà il sindaco Maurizio Brucchi. Il primo cittadino questa volta lascerà da parte la fascia tricolore e le forbici per il consueto taglio del nastro. Si presenterà ai ragazzi della scuola materna ed elementare nei panni di Babbo Natale e distribuirà regali: libri, quaderni e dolci. Sancirà così la conclusione del lungo periodo in cui la struttura è stata chiusa per gli interventi di messa in sicurezza, con gli studenti costretti a traslocare in altre sedi subito dopo la scoperta di crepe sfuggite ai primi controlli che hanno fatto ripartire l’allarme sulla stabilità della struttura.

Le tensioni innescate dai danni provocati dalle scosse sismiche ha indotto il Comune ad anticipare interventi programmati per l’estate e a far installare subito una rete di protezione nei solai che, in caso di ulteriori terremoti, eviti la caduta di calcinacci nelle aule. «Con quest’opera abbiamo realizzato tutto quello che era stato previsto dopo le prime verifiche», sottolinea Brucchi, «ci sono tutte le certificazioni richieste». I genitori potranno entrare a controllare di persona gli interventi, anche se non previsto un vero open day come nel caso della riattivazione della Molinari, dove sono stati trasferiti gli studenti dell’elementare San Giuseppe e della media Savini. Per il sindaco la struttura della Noé Lucidi era già sicura prima dei lavori e ora lo è ancor di più.

Il comitato dei genitori, però, coglie al balzo lo spunto offertogli dal suo travestimento per la riapertura dell’edificio di viale Crispi e torna alla carica evidenziando le questioni irrisolte relative all’edilizia scolastica cittadina. Nella classica letterina indirizzata a «Brucchi Natale» mamme e papà elencano le promesse non mantenute e le richieste inesaudite. Tra queste figurano: verifiche antisismiche nelle scuole che ne sono ancora sprovviste, trasparenza e chiarezza nelle documentazioni che riguardano gli edifici, miglioramento della sicurezza con piani di evacuazioni mirati per ogni struttura e adeguamenti nei casi in cui questi sono necessari e possibili.

I genitori dicono basta al «make up» di immobili vecchi su cui si spendono soldi pubblici senza ottenere risultati significativi e sollecitano l’avvio di una progettualità che consenta di trovare alternative alle situazioni più critiche. Nella letterina, insomma, a “Brucchi Natale” viene fatto notare di non averne azzeccata una finora. «Noi sotto l'albero abbiamo trovato un sacco di "pacchi", in senso stretto e in senso lato», scrivono i genitori, «pacchi vuoti, o meglio, pieni di parole, promesse, “faremo e lavoreremo", ma senza sostanza, senza peso». Le feste si avvicinano e anche le mamme e i papà vogliono essere ottimisti. Secondo loro, infatti, c’è ancora il tempo per cambiare le cose. «Noi siamo più buoni perché è Natale , ma Natale passa, la delusione no», avvertono, «e magari a gennaio il carico di carbone che ti porta la befana potrebbe essere più grande di quanto si possa pensare». L’invito a Bruchi è di rileggere la lista delle richieste perché, concludono i genitori, «noi non scordiamo».

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