Ricatto a luci rosse, arrestata una coppia

14 Settembre 2022

Ai domiciliari marito e moglie di Tossicia: hanno chiesto 30mila euro all’amante di lei per tenere nascosta la relazione

TERAMO . «Dacci 30mila euro o raccontiamo tutto a tua moglie». È il ricatto che un 62enne di Tossicia ha subìto dall’amante e dal marito di lei, entrambi suoi compaesani. Il tentativo di estorsione, accompagnato dal classico video di effusioni ripreso di nascosto e utilizzato per rafforzare la minaccia, non ha sortito però l’effetto sperato dalla coppia. Moglie e marito sono finiti agli arresti domiciliari dopo essere caduti nella trappola tesa loro dalla vittima con l’aiuto dei carabinieri. La vicenda si consuma nel giro di due settimane. È di inizio agosto, infatti, il messaggio con cui la donna 46enne chiede un incontro urgente all’amante con cui ha intrecciato una relazione a sfondo sessuale da circa due anni.
Ricatto a luci rosse
L’appuntamento è a Montorio dove la ricattatrice rivela al 62enne che il loro rapporto è stato scoperto dal marito. «Mi sta per cacciare di casa», dice lei che a quel punto chiede all’amante 30mila euro. La vittima, assistita dall’avvocato Antonella Galizia, però non cede subito. Risponde di non avere tutti quei soldi e da lì parte una trattativa, via messaggi, a cui partecipa attivamente anche il marito della 46enne. Le richieste da parte della coppia si fanno sempre più pressanti, tanto che spunta anche il video in cui i due amanti si scambiano effusioni. A registrarlo di nascosto è il marito della 46enne e quest’ultima minaccia di inviarlo alla moglie del 62enne, svelando così la loro relazione. A quel punto l’amante ricattato cede e si accorda per il pagamento di 20mila euro.
SCATTA LA TRAPPOLA
La consegna è fissata per il pomeriggio di lunedì nel parcheggio del cimitero di Cartecchio. Passato di mano il denaro, scatta la trappola. La 46enne viene fermata a bordo della sua auto dai carabinieri, che presidiavano in appostamento i possibili punti di passaggio, e trovata in possesso del denaro. Portata in caserma la donna non ha potuto far altro che ammettere il tentativo di estorsione. La somma è stata recuperata e riconsegnata alla vittima e nel frattempo i carabinieri hanno rintracciato anche il marito della 46enne nel cui telefono cellulare è stato trovato video scabroso. Per i coniugi è scattata così l’accusa di estorsione a seguito della quale il magistrato di turno ha disposto gli arresti domiciliari. (g.d.m.)
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