Riccioni: «Voglio comprare ma nessuno mi ha risposto»
FANO ADRIANO. «È ora di decidere sul futuro di Prato Selva. La mia proposta per l’acquisto dell’hotel e della baita è sempre valida, sono in attesa di una risposta in merito che spero sia positiva»....
FANO ADRIANO. «È ora di decidere sul futuro di Prato Selva. La mia proposta per l’acquisto dell’hotel e della baita è sempre valida, sono in attesa di una risposta in merito che spero sia positiva». A parlare è l’imprenditore teramano Antonio Riccioni che nel gennaio scorso ha inoltrato una manifestazione di interesse per l’acquisto dell’hotel e del rifugio a monte “Baita del ghiro” per la realizzazione di un progetto turistico, alla Gran Sasso Teramano, la società pubblico-privata in liquidazione proprietaria dei due immobili e delle attrezzature sciistiche di Prati di Tivo e Prato Selva. I due edifici fanno parte del lotto che la Gst aveva messo in vendita nell’ottobre 2019 e le cui aste erano andate deserte. La proposta doveva essere portata nell’assemblea dei soci, ma ancora nulla si è deciso. «Voglio portare avanti la mia idea», osserva Riccioni, «ma ho diritto a una risposta, perché se la cosa andasse in porto potrei pianificare anche una riapertura estiva e poi avviare il mio progetto che coniuga modernità, benessere e sostenibilità. Ho contatti con operatori anche locali per portare novità, come il noleggio sci da alpinismo e ciaspole, e-bike e motoslitte, ma se si allungano i tempi e permane l’incertezza rischia di sfumare tutto». La stazione è chiusa e in abbandono dal 2015, con gli edifici da ristrutturare e gli impianti non più funzionanti e l’idea di un progetto eco-sostenibile è portata avanti anche dall’amministrazione di Fano Adriano. «Io ci spero che Prato Selva torni a brillare», conclude Riccioni, «il treno del rilancio non possiamo perderlo». «Entro fine mese, massimo ai primi di aprile approviamo il bilancio della società e poi dovremo definire il futuro della Gst», spiega il liquidatore Gabriele Di Natale. «La società è in liquidazione, abbiamo fatto fare una stima del suo valore e stiamo valutando una serie di soluzioni in attesa della determinazione sulla vendita del 51% da parte della Provincia. Se ciò non dovesse accadere potremmo alienare l’intera società o i singoli beni. Abbiamo ricevuto varie proposte per l’acquisto degli impianti da imprese del Nord Italia. È giusto che venga presa una decisione per dare la possibilità a chi subentrerà nella società di organizzarsi per la prossima stagione». (a.d.fel.)

