Ricerca, dalle staminali all’olio

Barboni: «Con gli altri due atenei abruzzesi studiamo come riparare i tendini»
TERAMO. Uno degli aspetti fondamentali di ogni università è l'attività di ricerca i cui risultati vengono trasferiti agli studenti attraverso la didattica. Quindi una buona didattica necessita di una buona ricerca.
Delegata alla ricerca dell'università di Teramo è la fisiologa Barbara Barboni, studiosa di biotecnologie della riproduzione da oltre venti anni che attualmente si interessa di cellule staminali amniotiche.
«I nostri prodotti di ricerca», spiega la Barboni, «che hanno ottenuto dagli enti di riferimento una valutazione buona e in qualche settore addirittura eccellente, riguardano le due aree vocazionali dell'ateneo: quella umanistica, il polo giuridico-politico-comunicativo, e quella scientifica, il polo agro-bio-veterinario». Per l'area scientifica l’università è impegnata «sulle biotecnologie cellulari e molecolari e, in particolare, sulle cellule staminali fetali. Insieme alle altre due università abruzzesi stiamo ottenendo risultati straordinari sul possibile utilizzo delle cellule staminali fetali nella riparazione dei tendini e dei legamenti, con le immaginabili implicazioni nella cura di patologie molto diffuse nella popolazione. In questo progetto è stata ed è fondamentale la sinergia con gli altri atenei per incrociare le nostre competenze biotecnologiche e veterinarie con quelle mediche di L'Aquila e di Chieti-Pescara».
Nel campo delle scienze veterinarie accanto alla cura degli animali «è particolarmente attivo un filone di ricerca dedicato alla tutela e al benessere degli animali, al loro rapporto con l'uomo, alla pet therapy, all'etica degli allevamenti. Altro fiore all'occhiello della ricerca universitaria a Teramo investe le tecnologie alimentari, sulla base di un rinnovato rapporto con il cibo, delle proprietà terapeutiche degli alimenti e delle sue relazioni con la salute umana. Un recentissimo lavoro in ateneo ha per esempio dimostrato il ruolo fondamentale dell'olio di oliva quale potenziale agente preventivo dei meccanismi coinvolti nel tumore del colon».
«Per il polo umanistico» ,conclude la Barboni uno dei dottorati di punta si occupa della storia dell'Europa dal medioevo all'età contemporanea, analizzando le specificità nazionali e i processi comuni che hanno reso e rendono così complesso il panorama delle società europee attuali, con particolare attenzione ai processi politici, culturali, economici e religiosi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

