Richi: «Una congiura contro di me»

Tortoreto, l’ex sindaco accusa dissidenti e opposizioni di essersi coalizzati contro di lei in una sorta di ammutinamento
TORTORETO. L’ormai ex sindaco di Tortoreto Alessandra Richi si commuove dopo aver lanciato l’ultima arringa, durissima, contro i dissidenti e le opposizioni che mercoledì hanno fatto cadere la sua amministrazione. Lo ha fatto in una conferenza stampa dove ha voluto al suo fianco tutti i fedelissimi. Le sue parole danno la misura non solo del grave momento di crisi politica, ma anche di quanto potrebbe essere forte il dibattito che nei prossimi mesi accompagnerà la città verso nuove elezioni, dopo il periodo di commissariamento.
«Chiedo scusa ai cittadini di Tortoreto per l'anticipata interruzione dell'amministrazione», ha detto Richi, «frutto di un ammutinamento consiliare poi sfociato con un accordo sottoscritto da quattro componenti della mia maggioranza con Flaminio Lombi ed il gruppo Tortoreto nel Cuore, unitamente a Claudia Greccioli del Movimento 5 Stelle, con i quali sono scesi a patti. Queste alleanze, che vedono ricomporsi magicamente vecchie affinità politiche, appianati storici dissapori, si sono rinsaldate da qualche tempo, dato che i dissidenti hanno più volte negato il dialogo con il loro sindaco, preferendo intrattenere ripetute conversazioni ed incontri con esponenti di opposizione. Votando per ben tre volte come i gruppi di minoranza in consiglio comunale. Ma misero è il bottino che ci hanno guadagnato i dissidenti, consumando una cocente rivalsa verso gli atti di revoca adeguatamente motivati, alle porte della stagione turistica e senza il bilancio approvato. Lombi e il suo gruppo non hanno perso la ghiotta occasione di uscire dalla opacità, mentre i 5 Stelle hanno semplicemente perso la tanta ostentata verginità politica. Chi ha pensato alle attese del paese? Evidentemente un pensiero che è stato solo del sindaco e dei suoi fedeli collaboratori, che negli ultimi due mesi hanno dovuto compiere una corsa contro il tempo per lasciare un paese organizzato e programmato».
Poi l’ex primo cittadino torna a parlare delle ultime ore della sua amministrazione: «In vista di un ineludibile commissariamento almeno un contributo ed una prova concreta di dignità, amore e coerenza il paese lo meritava. Neppure rimettere il destino della mia carica nelle loro mani attraverso la revoca delle dimissioni esclusivamente a stretto termine e finalizzate alla sola approvazione del bilancio di previsione, ha ricondotto alla ragionevolezza e buon senso. D’altronde cosa aspettarsi da chi non ha approvato neppure il conto consuntivo, quale momento conclusivo di rendicontazione contabile degli obiettivi raggiunti. Atti che portano la loro firma disconosciuti e rinnegati, dagli orti urbani all’ecomuseo rimasto incompiuto, dai lavori per la pista ciclabile fino agli sforzi per ottenere la ventesima Bandiera Blu». Questa la narrazione dei fatti secondo l’ex sindaco, un giorno e mezzo dopo le dimissioni in blocco dei dissidenti e dell’opposizione. Nel frattempo, il commissario prefettizio Francesco Tarricone, che ha già fatto il giro degli uffici comunali e potrebbe mettersi già oggi ufficialmente alla guida della città.
Luca Tomassoni
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