Ricorso al Tar contro i diportisti

6 Giugno 2014

No dei pescatori all’ordinanza del Comune: «L’approdo è per noi»

MARTINSICURO. La flotta peschereccia di Martinsicuro che usa il piccolo approdo a ridosso della foce del fiume Tronto ha fatto ricorso al Tar dell’Aquila contro l’ordinanza emanata dal Comune truentino che ha concesso l’uso dell’approdo alle imbarcazioni da diporto.

«Non riteniamo giusto che l’approdo nato per supportare la piccola pesca della nostra cittadina, che tanto ha dato e tanto potrà dare alla storia marinara, venga assegnato anche ai diportisti che hanno altri spazi, come i circoli nautici, per poter svolgere la loro attività», sono queste le parole di Moreno Giobbi, portavoce della flottiglia peschereccia di Martinsicuro, «l’ordinanza emanata dall’amministrazione va contro lo scopo con cui è nato l’approdo, finanziato con fondi regionali. Nel 2013 l’ente regionale ha rinnovato la licenza provvisoria, durata tre anni, relativa al mantenimento dell’approdo peschereccio di Martinsicuro. Al punto 6 del rinnovo si legge chiaramente che "non potrà cedere ad altri, né in tutto né in parte, né a destinare altro uso quanto forma oggetto della concessione". Se la concessione è per le imbarcazioni della piccola pesca perché concedere parte ai diportisti? I proprietari delle imbarcazioni da diporto da tempo si sono trasferiti nella zona. Negli ultimi anni sono aumentati a dismisura, con molte imbarcazioni che non appartengano a residenti della cittadina». Questo in quanto finora, sottolinea il pescatore, non hanno speso neanche un euro per tenere le barche nell’approdo. «Una convivenza divenuta difficile», continua Giobbi «con i diportisti che aumentano sempre e creano problemi di convivenza con i pescatori».

Anche sul centro polifunzionale la flotta peschereccia nutre molti dubbi su come è stato concepito. «Era nato come supporto per la piccola pesca», commenta Giobbi, «e nella previsione dovevano essere molti meno box di quelli realizzati come sostegno e rimessaggio delle attrezzature. Ne sono stati realizzati molti di più con spazi angusti che non riescono a soddisfare le esigenze dei pescatori. Questo lascia capire perché siamo arrivati a questa situazione». Una situazione delicata e difficile che ora aspetta la decisione dei giudici del Tar.

Sandro Di Stanislao

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