Ricorso contro le multe agli stabilimenti balneari

La maggior parte dei 22 titolari ha scelto di contestare il decreto penale Il sindacato Sib: «Misurazioni nulle perché fatte senza i concessionari presenti»
GIULIANOVA. I decreti penali di condanna a carico di 22 titolari di stabilimenti balneari, trasformati in sanzioni amministrative da oltre 3mila euro dal giudice Roberto Veneziano, non sono stati ben digeriti dai destinatari del provvedimento.
Se una piccola parte ha deciso di effettuare il pagamento richiesto in sostituzione della pena detentiva di 45 giorni (la pena pecuniaria alternativa corrisponde a 75 euro al giorno), la maggior parte ha scelto la via del ricorso che, come da norma, deve essere presentato entro 15 giorni dall’avvenuta notifica dell’atto giudiziario. Sulla problematica, intanto, torna il sindacato italiano balneari, il Sib, che attraverso il presidente provinciale Domizio Scilli si chiede: «Ma se il Comune, nell’effettuare i controlli, ha rilevato una maggiore occupazione dell’arenile perché non ha preteso il pagamento del canone per il maggior utilizzo? Se nulla è stato fatto in tal senso a sanatoria dell’abuso, si potrebbe anche configurare un danno erariale per l’ente».
Lo stesso sindacato torna sugli abusi verificati dai tecnici comunali con controlli del 18 luglio 2018, 4 e 5 marzo 2019 e 27 e 28 agosto 2019: «Si evince chiaramente che i rilievi sono stati effettuati tutti in assenza dei concessionari. Da quanto emerge poi dalla lettura dei decreti penali, nessun titolare è stato invitato a presenziare alle misurazioni. La circostanza è confermata dalla mancata contestazione della denuncia penale in corso, ma, cosa ancora più grave, da parte dei funzionari del Comune, non aver contestato ai titolari l’evasione in essere del pagamento del canone demaniale maggiorato delle sanzioni previste dalla legge. Infatti, per utilizzazioni senza titolo di beni demaniali sono previste sanzioni sostanziose, oltre al canone corrente».
Secondo Scilli alcune infrazioni hanno riguardato modeste aree di arenile, mentre alcune risultano di dimensioni eccessive. «È evidente», conclude il Sib, «che i verbalizzanti si sono resi responsabili di omissioni di atti d’ufficio». Al fine di evitare analoghe future situazioni, è previsto di chiedere un ampliamento temporaneo della concessione fino ad un massimo del 20%, purchè in regola con il titolo e con il pagamento del canone ordinario.
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