Ricorso respinto, resta in carcere lo stalker fermato con la pistola

21 Aprile 2018

Il tribunale del Riesame dice no alla scarcerazione chiesta dal commerciante di settant’anni Per la Procura l’uomo è pericoloso, nella sua abitazione sono stati trovati anche fucili e munizioni

GIULIANOVA. Lo stalker con la pistola, quello bloccato con l’arma carica sotto casa della donna che gli aveva detto no, resta in carcere. Così ha deciso il tribunale del Riesame dell’Aquila nel respingere il ricorso presentato dall’avvocato Luigi Gialluca che annuncia: «Ora farò istanza di scarcerazione al gip».
Il caso è quello del commerciante 70enne finito prima a i domiciliari e successivamente a Castrogno. Dopo l’udienza di convalida, infatti, il gip Domenico Canosa aveva accolto la richiesta di inasprimento fatta dalla Procura (pm Stefano Giovagnoni) che per l’uomo aveva chiesto eccezionali esigenze cautelari ritenendolo «molto pericoloso». Così il 22 marzo il commerciante era entrato in carcere anche se ha 70 anni, perchè – come di recente stabilito dalla sesta sezione penale della Cassazione che si è espressa sulla detenzione in carcere per gli ultra70enni – il carcere ci può stare laddove sussistano elementi di pericolosità «con il giudice tenuto a dar conto dell’esistenza di esigenze cautelari di intensità così elevata e straordinaria da rendere in concreto inadeguata ogni altra misura». E nei tempi dei femminicidi senza tregua è evidente come l’attenzione sia ai massimi livelli. L’uomo era stato arrestato qualche giorno prima dai carabinieri che lo seguivano da gennaio, da quando lei lo aveva denunciato. Probabilmente riuscendo a fermarlo prima che, sospetta la Procura, trasformasse le minacce in qualcosa di drammaticamente diverso. Forse un agguato, forse altro. Perchè lui, circostanzia il pm negli atti, ai no di quella 47enne non si era mai rassegnato. A tal punto che, sostiene l’accusa, negli ultimi due anni aveva iniziato a mandarle lettere minatorie e soprattutto a lasciarle cartucce da caccia calibro 12 sull’auto, davanti casa o ad inviarle il tutto per posta. Il tutto confezionando i messaggi con ritagli di giornali, facendole telefonate nel cuore della notte. Spaventandola a tal punto che a gennaio lei si era presentata dai carabinieri per raccontare e denunciare. «Ho paura», aveva detto, «c’è qualcuno che mi segue, mi minaccia, mi lascia cartucce sotto casa». E quando i militari le avevavo chiesto chi potesse volerle male, chi avesse dei motivi per perseguitarla, lei ha indicato quel commerciante a cui aveva detto no, quella presenza inquietante che spesso vedeva circolare intorno alla sua abitazione, vicino al posto di lavoro. Una richiesta d’aiuto che non era caduta nel vuoto perchè le indagini si erano subito concentrate sull’uomo con i carabinieri di Giulianova, diretti dal maggiore Vincenzo Marzo, che avevano cominciato a seguirlo, a controllare i suoi spostamenti. Con lui immortalato da alcune telecamere mentre passava in auto sotto casa di lei.
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