Ricostruzione, c’è un cambio di passo

27 Febbraio 2019

Rivera: «Potenziato l’ufficio, oggi siamo a 35 unità e arriveremo a 50». Sono 75 i procedimenti definiti in un mese 

TERAMO. «Sulla ricostruzione c’è stato un primo cambio di passo. Stiamo recuperando un ritardo che purtroppo continueremo a scontare ma il nostro compito non è fare lo scaricabarile. Dobbiamo mettere in campo le nostre capacità e risorse per correggere un modello che non ha funzionato».
A Teramo per la sua prima visita ufficiale post insediamento il neo presidente della Regione Marco Marsilio ha tenuto una prima riunione operativa all’Ufficio speciale per la ricostruzione con il direttore reggente Vincenzo Rivera e i vice Antonio Iovino e Giancarlo Misantoni. Riunione al termine della quale ha evidenziato una prima accelerazione per quanto riguarda la ricostruzione. Sul tavolo la riorganizzazione dell’ufficio avviata in questi due mesi dalla triade che ha sostituito Marcello D’Alberto. «Sono venuto qui nella prima mia visita fuori sede», ha sottolineato Marsilio, «perché come detto in campagna elettorale la ricostruzione è la principale emergenza. Mi sono confrontato con gli uffici e dopo i numeri impietosi registrati fino alla fine del 2018 c’è stato un primo cambio di passo. Ci hanno riferito che dalla prossima settimana azzereremo i ritardi nei pagamenti degli stati di avanzamento dei lavori. C’è un ritardo che si sta recuperando e vedremo se a regime la macchina è in grado di reggere».
IL MODELLO L’AQUILA. Marsilio ha puntato ancora una volta il dito contro l’adozione, per la ricostruzione 2016, del modello Emilia invece del modello L’Aquila, «che nonostante i suoi limiti rispetto a questo ha funzionato a meraviglia», sottolineando come novità positive dovrebbero arrivare dal decreto legge su Catania. «Aspettiamo questo decreto, alll’interno del quale il sottosegretario Vito Crimi ha annunciato proposte di emendamenti concordate sui tavoli tecnici e che noi sosterremo e chiederemo di sostenere in Parlamento».
I NUMERI DELL’USR. A snocciolare a Marsilio i numeri del cambio di passo dell’ufficio speciale per la ricostruzione il direttore Rivera, che ha sottolineato come dal 31 gennaio ad oggi siano stati definiti ben 75 procedimenti a fronte dei 208 del biennio precedente. «Abbiamo riorganizzato la struttura e l’abbiamo potenziata», ha confermato a margine dell’incontro con Marsilio, «oggi siamo 35, con un potenziamento che ha interessato prevalentemente i tecnici». Alcune unità sono state contrattualizzate fino a giugno con una società interinale individuata dalla struttura commissariale, mentre tre unità sono state ottenute attraverso la sottoscrizione della nuova convenzione con Invitalia e Fintecna. «Semplicemente sbattendo i pugni all’atto della sottoscrizione del nuovo contratto», ha detto Rivera, «abbiamo ottenuto il potenziamento di due unità da Invitalia e una da Fintecna, altre due persone le abbiamo ottenute dall’Agenzia della coesione territoriale per un progetto pilota sull’ edilizia scolastica ed altre tre le abbiamo recuperate con il distacco temporaneo dalla Regione Abruzzo. Infine un altro distacco lo abbiamo ottenuto da Abruzzo Engineering».
GLI IMPEGNI DI CRIMI. Tra le correzioni al decreto legge 189 sulla ricostruzione promesse dal sottosegretario Crimi, come sottolineato da Rivera, quella relativa ad una maggior dotazione finanziaria per l’ufficio. Dotazione che «dovrebbe portare l’ufficio ad avere, ci auguriamo entro l’estate, 50 unità complessive». Con le correzioni previste anche le unità a disposizione dei Comuni, oggi pari a 56, dovrebbero aumentare arrivando probabilmente a circa 100. «Con l’emendamento chiesto dall’Abruzzo potranno occuparsi di danni lievi con livello operativo zero», ha concluso Rivera, «sono circa 500 pratiche che potranno fare direttamente i Comuni e si vanno ad aggiungere alle 350 che ho assegnato ai nuovi istruttori. Infine per quanto riguarda le spese, le erogazioni diciamo effettuate, per lo scorso biennio ammontavano al 31 dicembre a circa 900mila euro. Noi abbiamo già erogato somme per oltre un milione e mezzo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA