Ricostruzione degli edifici Ater Avviato l’iter per 61 cantieri

Con i 60 milioni assegnati sono già partiti i lavori per la sistemazione di sei edifici e a breve di altri tre La presidente Ceci: «Sinergia con il commissario Legnini, con l’ufficio speciale e con il genio civile»
TERAMO. Sei cantieri partiti, altri tre imminenti e pratiche in varie fasi dell’iter di progettazione per altri 52: questi i numeri della ricostruzione già avviata dall’Ater sugli edifici popolari danneggiati dai terremoti del 2016 e del 2017. Gli edifici sono in totale 61, con i loro 688 alloggi e altrettante famiglie interessate. Sono 60 i milioni di euro, invece, quelli assegnati all’azienda per l’edilizia residenziale teramana per la ricostruzione. Proprio per questi numeri, l’Ater di Teramo è tra gli enti pubblici maggiormente interessati dal post-sisma. Nei giorni scorsi l’azienda ha fatto il punto della situazione, anche con il commissario Giovanni Legnini e l’’ufficio speciale per la ricostruzione.
«Due erano le scadenze che ci eravamo fissati quando, all’inizio dell’anno scorso, abbiamo avviato le verifiche dettagliate sullo stato degli edifici: entro il 31 dicembre 2020 la pianificazione degli interventi, entro il 31 marzo 2021 l’avvio di tutti i procedimenti di progettazione», dice la presidente dell’Ater di Teramo Maria Ceci, che a gennaio ha consegnato alla Regione il cronoprogramma delle opere e ora può mostrare l’obiettivo raggiunto, fornendo i dati su tutte le 61 pratiche. Sono sei i cantieri avviati, a Teramo, Rocca Santa Maria, Notaresco, Basciano, Castelli e Valle Castellana. Altri tre saranno avviati a breve, perché c’è già il progetto, a Montorio, Valle Castellana e Colledara. Ci sono poi le opere su altri 13 edifici la cui progettazione è in fase conclusiva, ci cui cinque solo a Teramo città. Per altre 16 pratiche, si sono concluse le proocedure di gara per l’affidamento degli incarichi di progettazione. Procedure di gara per la progettazione ancora in corso per altre 8 e in fase di avviamento per dieci opere. Ci sono poi cinque procedure relative a edifici di Teramo inoltrate all’Anac e in attesa di nulla osta, che riguardano per lo più edifici“misti”in cui vi sono unità immobiliari di proprietà privata, per i quali è stata necessaria una attività istruttoria aggiuntiva.
«In fase di elaborazione del cronoprogramma si è anche tenuto conto delle variabili esterne che inevitabilmente concorrono nella determinazione degli atti di competenza: pareri, controlli, nulla osta e autorizzazioni dei vari enti preposti, come l’Anac, l’Usr, il genio civile, nonché comuni e soprintendenza, che, inevitabilmente, possono portare ad un allungamento dell’iter procedimentale», dice Ceci, segnalando anche modifiche effettuato all’assetto organizzativo dell’ente e continuando: «Al fine di ridurre al massimo i tempi è stato instaurato un rapporto sinergico con la struttura del commissario per la ricostruzione, con l’ufficio speciale per la ricostruzione di Teramo e con il genio civile, anche con interlocuzioni informali».
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