Ricostruzione, le idee Dem «Così può partire subito»

TERAMO. «Il baratro economico che abbiamo di fronte è una chiamata alla responsabilità: la ricostruzione deve partire subito». La sovrapposizione dell’emergenza coronavirus alle ferite ancora aperte...
TERAMO. «Il baratro economico che abbiamo di fronte è una chiamata alla responsabilità: la ricostruzione deve partire subito». La sovrapposizione dell’emergenza coronavirus alle ferite ancora aperte del terremoto del Centro Italia spinge il Pd teramano a mettere in tavola un’articolata proposta che mira a incentivare gli interventi ricostruttivi come volano per il rilancio dell’economia locale. Il documento, illustrato dal segretario provinciale Piergiorgio Possenti e frutto di approfondimenti con il supporto di tecnici, è in linea con la strategia impostata dal commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini prendendo a riferimento un dato sui finanziamenti richiesti: «Ad oggi sono state presentate solo duemila richieste rispetto alle 20mila schede di danni accertati».
Per il Pd è necessaria una campagna di comunicazione per ridurre questa forbice, ma vanno anche attivati «tre grandi ambiti d’azione». Il primo abbraccia l’emanazione di linee guida che rendano uniformi e trasparenti le istruttorie da parte dell’Ufficio speciale per la ricostruzione. «Il fine ultimo è consentire al cittadino di intervenire nei procedimenti che lo riguardano», spiega Possenti, «il rispetto di tali norme a garanzia dell'utenza e della correttezza delle procedure, non sempre trova una puntuale attuazione e tale modo di operare pone il cittadino terremotato in una condizione di subalternità, crea oggettive difficoltà nel rapporto con i tecnici, allunga a dismisura i tempi, scoraggiando la presentazione delle domande».
C’è poi, tra le proposte l’applicazione di istituti, come la conferenza dei servizi, per appianare eventuali criticità e divergenze. «Le lunghe istruttorie, anche due anni dalla presentazione delle domande, si trascinano senza l'utilizzo degli strumenti messi a disposizione dalla legge», rileva il segretario, «che consentirebbero di risolvere celermente e in maniera trasparente qualsiasi tipo di controversia».
L’aspetto più rilevante della proposta attiene al cosiddetto accollo economico di una parte delle spese di ricostruzione ai proprietari degli immobili. Per il Pd è condivisibile l’addebito di costi per ampliamenti e migliorie che esulano da messa in sicurezza e riparazione dei danni degli edifici, ma spesso l’esborso è richiesto anche per interventi essenziali. «È il caso di soffermarsi sulla grave discriminazione che si compie nei confronti di numerose famiglie appartenenti ad una comunità già pesantemente danneggiata», osserva Possenti, «chi non dispone di risorse finanziarie è condannato a non rientrare nella sua casa». Ulteriori complicazioni, che frenano la ricostruzione, sono le richieste d’integrazione delle pratiche con «documenti "ultronei" non previsti dalle leggi e dalle ordinanze e spesso già in possesso dell'Usr o della pubblica amministrazione».
Lo snellimento delle procedure, tramite l’attuazione delle proposte indicate nel documento, secondo il Pd è fondamentale per dare l’impulso decisivo alla riparazione dei danni creati dal sisma, ma anche per immettere linfa vitale nel tessuto economico. Secondo Possenti verrebbe superato così anche il «paradosso» delle ingenti risorse disponibili per la ricostruzione privata, stimate in oltre due miliardi di euro per la sola provincia di Teramo, che finora sono state utilizzate solo in minima parte.
Gennaro Della Monica
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