Ricostruzione lenta, Farabollini incontrerà i sindaci a Teramo

12 Settembre 2019

I primi cittadini dell’area del cratere si sono riuniti ieri in città per iniziativa di D’Alberto Chiesto un maggiore coinvolgimento per l’impiego dei tecnici che devono smaltire le pratiche

TERAMO. I Comuni chiedono tempi rapidi e certi per il loro coinvolgimento nella gestione della ricostruzione post sisma. In vista del passaggio di personale e funzioni alle amministrazioni locali è questa la sollecitazione che i sindaci dell’area del cratere, riuniti ieri mattina al Parco della Scienza di Teramo, rivolgono al commissario alla ricostruzione Piero Farabolini.
I primi cittadini, convocati dal sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto dopo la seduta della settimana scorsa del coordinamento istituzionale, in cui il direttore dell’Usr Vincenzo Rivera ha messo sul tavolo una proposta di distribuzione del personale aggiuntivo da destinare alle pratiche post terremoto, restano perplessi su alcuni aspetti decisivi dell’operazione. Per questo hanno chiesto e ottenuto di incontrare Farabollini a Teramo per un confronto diretto sulla nuova fase che dovrebbe snellire la ricostruzione. A farsi portavoce della richiesta di incontro è stato D’Alberto che al termine della riunione ha contattato il commissario per rivolgergli l’invito ufficiale a venire in città. «Da parte sua c’è stata ampia disponibilità», sottolinea il primo cittadino, «e a strettissimo giro ci sarà l’incontro». I sindaci hanno sostanzialmente condiviso la ripartizione proposta da Rivera del personale in più assegnato tramite il decreto sblocca cantieri e grazie ad economie gestionali da parte dell’Ufficio speciale per la ricostruzione.
Restano, però, riserve e incertezze sul alcuni passaggi che porteranno Comuni e Usr a poter impegnare 52 tecnici in più nella elaborazione delle pratiche. «Manca ancora l’ordinanza del commissario sui criteri di selezione», osserva D’Alberto, «le forme non sono del tutto chiare». Per i 30 tecnici assegnati tramite il decreto sblocca cantieri, Farabollini ha individuato un sistema centralizzato, per gli altri ci sono margini maggiori di discrezionalità. Ai sindaci interessa che l’operazione abbia tempi rapidi e dunque sollecitano flessibilità nelle procedure selettive. «Sempre nel rispetto delle norme», chiarisce il primo cittadino teramano, «un sistema più snello darebbe maggiore efficacia alla nuova governance dell’emergenza».
C’è anche infatti l’esigenza di formare il personale che verrà assegnato ai Comuni, per cui i tempi della loro piena operatività rischiano di dilatarsi. «Certezze sulla tempistica sono fondamentali», tiene a precisare D’Alberto, «non basta prevedere le soluzioni nelle norme, servono strumenti per renderle davvero efficaci». Il confronto con Farabollini servirà anche a questo. «L’interlocuzione con i Comuni è decisiva», conclude il sindaco, «in questa nuova fase della gestione della ricostruzione».
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