Ricostruzione, lotta al caro prezzi Pronti aumenti per case e aziende

L’ordinanza del commissario Legnini fissa incrementi al 20% per le abitazioni e al 25% per le attività «C’è l’assenso di Abruzzo, Lazio e Umbria, le Marche stanno riflettendo: non è una decisione politica»
TERAMO . Si muove sul filo delle percentuali il via libera definitivo all’aggiornamento dei contributi per la ricostruzione privata post-sisma. Dalla Regione Marche è atteso l’assenso alla proposta, presentata alla cabina di coordinamento dal commissario Giovanni Legnini, finalizzata ad attutire l’impatto del caro prezzi, ma proprio sui numeri restano aperte riflessioni e valutazioni circa l’efficacia del provvedimento.
L’ORDINANZA PREZZI
Le misure, illustrate nel corso dell’ultima riunione dell’organismo che raggruppa vari enti coinvolti nella gestione del post-sisma, vanno in due direzioni. La prima è quella dell’adeguamento del prezzario, un tomo di 500 pagine che fissa i costi dei materiali, dai chiodi in su, che fa da riferimento per i computi metrici dei singoli interventi. Su questa parte dell’ordinanza sono tutti d’accordo. Le perplessità manifestate dalle Marche, rappresentate nella cabina di coordinamento dal presidente della Regione Francesco Acquaroli, si concentrano sul secondo cardine del provvedimento: quello relativo al cosiddetto “costo parametrico”, ossia la quota a metro quadro riconosciuta a seconda del livello di danno per ciascun intervento, che fissa il contributo massimo assegnabile. L’ordinanza, che fa seguito a un primo incremento temporaneo varato l’anno scorso, prevede un aggiornamento al 20% degli importi per l’edilizia abitativa, con un ulteriore ritocco verso l’alto delle contribuzioni destinate agli immobili più piccoli, e al 25% per le attività produttive.
GLI APPROFONDIMENTI
Per la Regione Marche si tratta di misure che non compensano appieno l’impennata dei prezzi collegati agli interventi della ricostruzione post-terremoto. Per questo, nell’ultima riunione della cabina di coordinamento ha chiesto tempo per ulteriori approfondimenti della proposta che, in fase preliminare era stata già ritoccata rispetto alla previsioni iniziali. L’attesa è dunque legata all’esito delle ulteriori valutazioni che, se sfoceranno in un assenso, consentiranno al commissario di firmare l’ordinanza.
I LIMITI NORMATIVI
«Trovare la misura giusta in un contesto di esplosione dei prezzi non è affatto facile», premette Legnini, «abbiamo comunque predisposto aumenti consistenti calcolati su dati tecnici e che ci risultano adeguati». Il commissario tiene a sottolineare che i ritocchi devono essere motivati e in linea con le disposizioni normative, considerato che passano anche al vaglio della Corte dei conti. «Su un importo complessivo necessario per la ricostruzione stimato in 27 miliardi euro ogni punto percentuale in più si traduce in un aumento ulteriore di 270 milioni che va spiegato», evidenzia Legnini, «non si tratta quindi di una scelta politica, la discrezionalità l’abbiamo esercitata dove possibile, come su retroattività estensione dei contributi». L’auspicio è che dunque il via libera arrivi in tempi brevi. «Le Regioni Abruzzo, Lazio e Umbria hanno dato il loro assenso», conclude il commissario, «le Marche stanno riflettendo e speriamo che sciolgano presto la riserva».
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