Ricostruzione privata, 3.400 domande

23 Dicembre 2020

C’è un’accelerazione evidente. Il commissario Legnini: «Nella legge di bilancio importanti misure e stanziamenti»

TERAMO. L'accelerazione impressa alla ricostruzione privata dalle ultime ordinanze commissariali continua a dare i suoi frutti. A confermarlo sono i dati aggiornati al 18 dicembre e snocciolati dal sindaco Gianguido D'Alberto, che parlano di 3.436 pratiche presentate nel cratere abruzzese, di cui 2.526 con documentazione completa. Questo perché per i danni lievi, per i quali era fissata la scadenza del 30 novembre, era prevista la possibilità di presentare una pratica semplificata con la successiva integrazione documentale entro il mese di gennaio. Numeri importanti, se paragonati a quelli di pochi mesi fa, e a cui si accompagna anche un aumento delle domande già oggetto di assegnazione dei relativi contributi. Ad oggi, infatti, le domande di contributo decretate sono 535. Un'accelerazione, quella relativa alla ricostruzione privata che ha investito anche la città di Teramo, dove le domande complete pervenute sono state 362, con 99 decreti di contributo.
«Si tratta di numeri che lasciano trasparire l'utilità dell'ordinanza 100», commenta D'Alberto, «che semplificando le procedure ha portato a un'impennata del numero di pratiche presentate. Al 18 dicembre erano 3.436 in Abruzzo, tra danni lievi e danni gravi, a fronte di un totale di pratiche attese attorno alle 10mila». A contribuire all'accelerazione, per D'Alberto, anche il fatto che non sia stato prorogato il termine del 30 novembre per la presentazione dei danni lievi. Nella scadenza, in ogni caso, non rientravano i danni lievi relativi edifici compresi negli aggregati edilizi, oppure ubicati nelle zone rosse o nelle aree perimetrate dove esistono vincoli alla ricostruzione, o che abbiano rischi esterni inagibilità, o che siano situati in aree instabili o in dissesto.
Intanto nel testo della legge di bilancio approvato dalla commissione bilancio della Camera, annuncia il commissario al sisma 2016 Giovanni Legnini, «ci sono novità importanti, confluite in misure molto attese dal territorio». Tra queste il rifinanziamento della ricostruzione pubblica, con un nuovo stanziamento di 1,7 miliardi di euro e l'introduzione del Contratto istituzionale di sviluppo per il sostegno alle attività economiche voluto dal premier, Giuseppe Conte, con una dotazione di 160 milioni di euro. «Migliorano le norme e la dotazione finanziaria per la stabilizzazione dei precari che lavorano nella ricostruzione, e viene finanziato fino al 2022 il superbonus, maggiorato nei tetti di spesa, da utilizzare per la ricostruzione degli immobili inagibili in alternativa al contributo di ricostruzione», commenta Legnini, «manca la proroga di alcuni termini che scadono a fine anno, come le agevolazioni sulle bollette e l’esenzione Irpef sugli immobili inagibili, ma siamo fiduciosi che vi si provvederà con il Decreto Milleproroghe di fine anno». Una prossima ordinanza del commissario, in via di definizione, disciplinerà inoltre le modalità per la fruizione delle detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie, compresi i superbonus ordinari, in aggiunta al contributo di ricostruzione.«Il complesso di queste misure e di quelle varate nei mesi scorsi, oltre alla concreta prospettiva di utilizzare risorse importanti con il Recovery Plan, delinea», ha concluso Legnini, «un quadro nuovo e molto favorevole degli strumenti a disposizione. Con le ordinanze commissariali che hanno radicalmente innovato le procedure della ricostruzione pubblica e privata, nel 2021 si potrà rafforzare la svolta già impressa a questo processo e, finalmente, creare anche le condizioni per la ricostruzione del tessuto economico, produttivo e sociale dei territori colpiti dal sisma».
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