Ricostruzione, regole più chiare: «Spinta per gli interventi privati»

Legnini presenta il Testo unico: strumento importante per stabilità e semplificazione delle procedure Dal 1° gennaio saranno cancellate 61 ordinanze, al via anche il nuovo sistema digitale per le pratiche
TERAMO. Regole più chiare e soprattutto stabili. Il Testo unico per la ricostruzione privata post-sisma del Centro Italia non è solo un compendio delle norme che finora hanno disciplinato, con aggiornamenti progressivi, gli interventi di riparazione dei danni ad abitazioni e attività produttive. Quello che entrerà in vigore dal 1° gennaio, insieme alla piattaforma telematica per la gestione delle pratiche, è uno «strumento maturo perché condiviso destinato a rendere più semplice la ricostruzione».
A COSA SERVE
È il commissario Giovanni Legnini a illustrare il provvedimento che ha firmato nei giorni scorsi al termine di un «Lavoro corale» che ha coinvolto gli Uffici speciali, Comuni, Regioni, professionisti e comitati civici delle aree del cratere. «Abbiamo realizzato tanto, ma resta ancora molto da fare», spiega, «per questo è necessario un documento che dà stabilità alle regole e introduce anche diverse novità». Il commissario specifica che il percorso della ricostruzione privata è «a metà strada», per cui il Testo unico, affiancato dalla piattaforma digitale per le procedure tecniche, avrà un ruolo chiave nell’ulteriore accelerazione degli interventi e nell’attenzione ai territori. «È la prima volta che in una ricostruzione di grande portata viene condotta una revisione e una riarticolazione di tutte le norme vigenti in un unico corpo normativo», tiene a precisare Legnini, affiancato dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, «impostato per raccogliere organicamente e direttamente eventuali futuri adattamenti e modifiche».
STRUTTURA E PRINCIPI
Il Testo unico raccoglie, in 131 articoli e 15 allegati, oltre 550 disposizioni e 65 allegati contenuti in 61 ordinanze, che vengono contestualmente abrogate, ed è accompagnato da un’ampia relazione illustrativa per agevolarne la lettura. Il documento si applicherà alle richieste di contributo presentate dal 1° gennaio e su istanza dei titolari, a quelle già inoltrate ma che non hanno ancora ricevuto il decreto di concessione. Tra i principi c’è quello secondo cui «la ricostruzione è retta da speditezza e semplificazione amministrativa, nonché legalità, imparzialità, efficienza, economicità, partecipazione e trasparenza dell’azione amministrativa». Il documento ribadisce «le finalità sociali della messa in sicurezza degli edifici e del territorio, dello sviluppo economico sostenibile, dell’economia circolare, della connessione digitale, dell’attrattività abitativa dei comuni delle aree interne» e riafferma contestualmente «i valori della conservazione delle identità paesaggistiche, storiche e artistiche dei luoghi e delle innovazioni finalizzate alla promozione della qualità architettonica».
COSA CAMBIA
Tra le principali novità figura quella sui beneficiari del contributo per la ricostruzione, finora riservato ai cittadini e alle imprese che hanno diritti reali sugli immobili danneggiati, che sarà accessibile anche ai Comuni e agli enti pubblici che dovessero acquisire le proprietà degli edifici in questione. Sarà così consentito alle amministrazioni di sostituirsi ai proprietari irreperibili o inerti al fine di «completare la ricostruzione», eliminando situazioni di pericolo ed evitando il degrado del tessuto urbano. Altre norme permetteranno, sempre agli enti pubblici, di subentrare su delega dei proprietari o a titolo definitivo trascorsi dieci anni dagli eventi sismici. Inoltre, le procedure previste dall’ordinanza 100, che hanno prodotto una marcata semplificazione e un’accelerazione delle pratiche di contributo, confermate e rafforzate, vengono rese obbligatorie per tutti gli interventi su singoli edifici fino all’importo di un milione di euro, fino a cinque milioni per gli aggregati e 15 milioni per i condomini, rivolgendosi così alla stragrande maggioranza degli edifici danneggiati dal terremoto.
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