Ricostruzione scolastica a rilento È tutto fermo alle progettazioni

Il Comune è ancora in attesa dei risultati delle verifiche del Cnr sugli istituti con indici di vulnerabilità inferiori allo 0,2. Il consigliere Verna rilancia l’idea del polo scolastico nell’area del vecchio stadio
TERAMO. I ritardi nella ricostruzione pubblica si ripercuotono anche sull’edilizia scolastica, con le relative procedure che scorrono a rilento e il secondo stralcio degli interventi di ricostruzione che, per quanto riguarda le scuole di competenza del Comune, è ancora oggetto di interlocuzione con la Regione per l’individuazione del soggetto attuatore e della stazione appaltante.
A fare il punto della situazione sulla ricostruzione scolastica è il sindaco Gianguido D’Alberto, che ha sottolineato anche come il Comune sia ancora in attesa, dal Cnr, dei dati relativi alle ulteriori verifiche chieste sulle cinque scuole inizialmente risultate con un indice di vulnerabilità sismica inferiore allo 0,2. «Per quanto riguarda il primo stralcio stiamo chiudendo la gara per la progettazione relativa all’adeguamento sismico della San Giuseppe, per il quale c’è un finanziamento di circa 4 milioni di euro, e della scuola di Villa Ripa, per la quale il finanziamento è di 250mila euro», ha spiegato il primo cittadino, «per quanto riguarda invece il secondo stralcio con l’ordinanza 56 del commissario sono stati stanziati fondi per 3 interventi, che sono quelli relativi alla Savini, per 4 milioni e 400mila euro, alla De Iacobis, per 2 milioni e 500mila euro e al Braga per 5 milioni di euro». Interventi per i quali deve essere nominato il responsabile unico del procedimento e per il quale è in atto un’interlocuzione con la Regione rispetto all’individuazione del soggetto che dovrà procedere alla progettazione. «Per la San Giuseppe e la scuola di Villa Ripa c’è stata una specifica delega da parte della Regione» ha chiarito il sindaco, che ha aggiunto come i tre interventi saranno portati all’attenzione del tavolo permanente sulle scuole, per una condivisione con tutti i soggetti portatori di interesse. «Il tavolo avrà ad oggetto non solo la ricostruzione scolastica», ha continuato D’Alberto, «ma anche la sua connessione con lo sviluppo urbanistico della città».
Per quanto riguarda le scuole, inoltre, il Comune è in attesa che rientrino i dati delle ulteriori verifiche effettuate dal Cnr sulle cinque scuole risultate con un indice di vulnerabilità sismico inferiore allo 0,2 mentre nei mesi scorsi sono stati approvati in giunta tutti gli atti propedeutici alla progettazione dei lavori di adeguamento antisismico e antincendio di otto scuole materne ed elementari da realizzare con fondi messi a disposizione dal ministero dell’Istruzione. L’ente si è infatti assicurato i contributi destinati alla progettazione degli interventi di consolidamento e messa in sicurezza della Michelessi, della Noè Lucidi, e delle scuole di via del Baluardo,di Sant’Atto, di Frondarola, di Piano Solare, di Villa Vomano e di Nepezzano. «La ricostruzione pubblica, per quanto di competenza del Comune», ha concluso il sindaco, «ha subito un significativo rallentamento anche per via della questione di palazzo Pompetti, che ha tenuto fermi gli uffici per due mesi e mezzo».
Intanto ieri mattina, sulla questione della ricostruzione scolastica, è intervenuto anche il consigliere comunale Maurizio Verna che in una nota ha invitato l’amministrazione comunale ad utilizzare i finanziamenti ottenuti per la Savini e la San Giuseppe, per un importo pari a circa 8,6 milioni di euro, per la realizzazione di un nuovo polo scolastico all’interno dell’area del vecchio stadio, «verificando innanzitutto la fattibilità tecnico-procedurale, in modo così da realizzare un edificio contemporaneo, resistente sismicamente, funzionale, sostenibile ed accessibile, dove siano costruite una scuola materna, una primaria ed una secondaria». Edificio che si inserirebbe in un’area strategica per la città. «Gli edifici della Savini e della San Giuseppe potrebbero essere coinvolti nella stessa operazione», ha aggiunto Verna, « in parte come edifici pubblici con nuove funzioni ed in parte come contropartita economica per la realizzazione di ulteriori servizi pubblici connessi al nuovo polo scolastico». Un’ipotesi quella della realizzazione del polo scolastico che per il sindaco, in ogni caso, andrebbe valutata con il tavolo permanente.
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